David Sassoli: funerali di un politico al di là delle ideologie

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Si sono svolti in mattinata i funerali di Stato di Sassoli, ex giornalista e presidente del Parlamento europeo. Presenti le più alte cariche dello Stato e i presidenti della Commissione e del Consiglio Ue von der Leyen e Michel.

I funerali di Sassoli


Si sono svolti stamattina alle 12 nella basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri. La celebrazione è stata presieduta dal cardinale Matteo Zuppi, che conosceva personalmente Sassoli poiché avevano frequentato entrambi lo stesso liceo classico, il Virgilio di Roma. Per il cardinale, Sassoli era “uno di noi, per quell’aria, priva di supponenza, di alterità, empatica. Insomma, un po’ per tutti, un compagno di classe. Quello che tutti avremmo desiderato, che ci avrebbe sicuramente aiutato”. La moglie Alessandra Vittorini lo ricorda con le parole dello stesso Sassoli di due settimane fa: “Ho avuto una vita bella, decisamente molto bella. E finirla a 65 anni è davvero troppo presto”.

Il ricordo del figlio

Giulio Sassoli, accanto alla sorella Livia, ha ricordato il modo di fare autentico e il grande senso di dignità nei confronti della malattia. Un altro insegnamento riguarda l’atteggiamento di fronte alla fama e alla popolarità, che “hanno senso solo se si riescono a fare cose utili”.

Chi era David Sassoli

Nato a Firenze nel 1956, giornalista professionista dal 1986, Sassoli è stato vicedirettore del TG1 dal 2006 al 2009. Eletto parlamentare europeo del Partito Democratico per tre mandati consecutivi, Sassoli ha svolto il ruolo di presidente del Parlamento Europeo dal 2019. La sua formazione giovanile si inserisce nel contesto del cattolicesimo moderato e negli anni ’80 il giornalista partecipò all’esperienza della Lega Democratica.


Addio a David Sassoli: una vita tra politica e giornalismo

Sassoli e la politica

La concezione politica di David Sassoli va ben oltre le singole ideologie. Proprio durante il suo ultimo discorso di Natale, l’ex presidente Ue ha rivolto gli auguri parlando di muri e confini, non solo fisici. L’isolamento forzato dovuto alla pandemia “ha creato nuovi muri tra valori e disvalori, tra moralità e immoralità, tra umanità e disumanità”. Sassoli ha rivendicato il compito dell’Europa, con l’obiettivo di essere sempre più accanto alle donne, cercando sempre più di cancellare le disuguaglianze. La povertà “è una realtà che non va nascosta, ma che deve essere combattuta e sconfitta”. Sassoli ha rimarcato inoltre che il dovere delle istituzioni europee è di proteggere i più deboli, senza chiedere altri sacrifici. Nel suo ultimo discorso l’ex giornalista ha parlato di un’ Europa che “rispetta le persone, la natura e crede in una nuova economia, basata non solo sul profitto di pochi, ma sul benessere di tutti”.

L’Europa e le sue radici

L’ultimo discorso dell’ex presidente del Parlamento Europeo va al di là di ogni singola posizione politica. Esso affonda le sue radici nella storia dell’intera Europa, sin dalla nascita dalle prime elaborazioni del pensiero democratico antico e trova un compimento nella Grecia democratica di Pericle. Sassoli, uomo non solo di parte, ma anche testimone di quell’universalità di principi che oggi sono diventati una rarità