I PM vogliono acquisire i dati del pc dellʼinviato delle Iene per scoprire lʼidentità del giovane escort, Stefano, che avrebbe partecipato ai festini a luci rosse al centro dellʼinchiesta sulla morte di David Rossi

Si ritorna a parlare del caso di David Rossi, l’ex capo della comunicazione del Monte dei Paschi di Siena morto in circostanze misteriose il 6 marzo 2013.

La “caduta” dalla finestra di un ufficio dei MPS di David Rossi, come affermato dai periti era “un suicidio assolutamente improbabile”.

Nonostante il video di una telecamera di sorveglianza il caso fu chiuso come suicidio senza ombra di dubbio.

Le interviste di Antonino Monteleone

Antonino Monteleone in una intervista all’ex sindaco di Siena Piccini, aveva raccolto informazioni relativamente a festini a luci rosse presenti su Siena. Piccini alludeva a partecipazione di personaggi di spicco sia della magistratura che della politica. Un’ulteriore ipotesi di Piccini era proprio relativa alla morte di David Rossi: era stata ‘affossata’ per questo.

Dopo la trasmissione di Mediaset, i pm senesi avevano presentato querela per diffamazione per le dichiarazioni di Piccini.

In seguito, Antonino Monteleone aveva condotto un’intervista ad un ex gigolò partecipante ai festini, Stefano.

Stefano parla della partecipazione di magistrati, dirigenti del MPS, politici, un ex ministro, giornalisti e addirittura un prelatovicino al Vaticano  e tanta cocaina. Lui era solo un intrattenitore e guadagnava anche 10.000 euro a sera.

E’ timoroso a parlare proprio per i partecipanti. “C’è sempre il timore che possono farmi qualcosa, trovarmi“, dice.

Il testimone in questione sostiene di aver sentito parlare di David Rossi, ma di non averlo mai incontrato.

Indagini riaperte dicembre 2017

Per due volte il caso è stato archiviato come suicidio, ma la famiglia Rossi non lo ha accettato.

Per scoprire la verità la moglie di Rossi, ha richiesto, tramite avvocato, tutti gli atti processuali e i verbali delle indagini condotte.

I periti assunti, asseriscono manomissioni di video, rilevazioni di DNA mai eseguite, mancate testimonianze dei colleghi e lividi sul cadavere di David. I lividi riscontrati sul corpo( segni di colluttazione) classificati come “non importanti” per l’inchiesta.

Anche la polizia scientifica, ammette che c’erano dei dettagli che sono stati eliminati da sconosciuti e nonostante la verbalizzazione , non sono stati oggetto di indagine.

Il Vaticano e Davide Rossi

Rossi, trasportava soldi “illegali”, cioè non dichiarati, dal Vaticano al Monte Paschi di Siena. Dalle dichiarazioni dello stesso avvocato di Rossi, che ha assistito direttamente al trasporto di una valigetta, ha ammesso che David era preoccupato per il trasporto di questa ventiquattrore “troppo” importante.

Sono state fatte delle richieste al Vaticano per valutare il dettaglio dei movimenti bancari, ma lo stesso ha del tutto ignorato le richieste della Magistratura.

Si indaga in modo parallelo

IOR e David Rossi. Si cerca il collegamento e a quanto sembra dovrebbe esserci una persona sconosciuta, dei proiettili sparati nel vicolo dov’è stato ritrovato il cadavere del Rossi. Minacce, riciclaggio di denaro e indagini irrisorie ora mirano allo IOR.

Contestualmente si mira a scoprire l’identità del giovane escort Stefano.

La perquisizione, ad opera della Polizia postale, è stata disposta dalla procura di Genova per acquisire i file del computer di Monteleone. Perquisizione che, si legge nel decreto, “è opportuna e necessaria” per arrivare all’identità dell’uomo.

Ma Monteleone non concorda:

“Non ho mai voluto rivelare l’identità della fonte che ci ha raccontato dei festini”, “e se da una parte sono contento che la procura di Genova continui a indagare, dall’altra però sono preoccupato, perché così facendo si mina la serenità dei giornalisti a mantenere la segretezza delle proprie fonti”.

Nel decreto di perquisizione si legge che ciò potrebbe confermare la tesi più volte rappresentata nelle varie puntate de Le Iene, che le indagini sulla morte del povero David Rossi, asseritamente condotte dalla magistratura di Siena in modo superficiale e lacunoso, avrebbero avuto i il tanto stigmatizzato anomalo sviluppo – che di fatto non avrebbe portato all’accertamento della verità – in quanto condizionate da inconfessabili legami e da situazioni personali che esponevano i protagonisti a illecite pressioni“.

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