David Foster Wallace e la società dell’intrattenimento

Nel libro "Infinite jest" l'autore descrive i meccanismi che portano alla creazione di prodotti in streaming simili a ciò che offre Netflix

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Alcuni libri anticipano novità che nel giro di pochi anni si diffondono e diventano di uso comune. “Infine Jest” di David Foster Wallace ha parlato di un servizio simile a Netflix poco più di un anno dal lancio del servizio di streaming a pagamento.


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David Foster Wallace come ha immaginato il cambiamento nella fruizione delle trasmissioni tv?

Lo scrittore descrive un diverso modo di guardare la televisione, apparecchio che produce dipendenza, che assomiglia all’on demand. Una società chiamata Interlace TelEntertainment si posiziona sul mercato proponendo delle cartucce da acquistare o noleggiare. Sembra un blockbuster, ma è un sistema più complesso che raccoglie informazioni sul comportamento degli utenti. Si tratta quindi di una rete che controlla gli iscritti e ne monitora le preferenze, pilotando le scelte verso alcuni prodotti. L’uso di metodi di utilizzo dei dati basato sulle visualizzazioni permette all’azienda di offrire prodotti su misura per gli abbonati. Un simile apparato presuppone che il fruitore sappia cosa vuole vedere, cioè non si limiti a fare zapping tra programmi pensati per una fascia telespettatori. Personalizzazione è la parola chiave del servizio che offre la realtà imprenditoriale di cui parla l’autore in “Infine jest”.

Netflix

Nel 1997 nella Scotts Valley, in California, ha preso forma l’idea di un servizio di streaming online. Il progetto è di Marc Randolph e Reed Hastings che hanno creato Netflix, inizialmente un sito in cui ordinare DVD dal web. Poi Ted Sarandos ha introdotto delle modifiche, il sistema di raccomandazione dei film personalizzato. Così ha cominciato a usare le valutazioni degli spettatori per prevedere le scelte degli abbonati. Nel 2007 introduce anche “Watch now” con cui gli abbonati possono guardare programmi TV e film sui dispositivi mobili. L’imprenditore dà quindi agli utenti ciò che richiedono, contribuendo alla diffusione dell’utilizzo della smart tv.

David Foster Wallace e l’intrattenimento

L’autore presenta un’analisi della società attuale in cui pubblicità e il modo di trascorrere il tempo libero assumono forme alienamenti. Tra le sue pagine scorrono persone che cercano nell’intrattenimento la vera esistenza. Se davanti alla televisione si vedevano scene di vita reale edulcorate, nello streaming ci sono immagini di come il mondo dello spettacolo crea nuovi Vip. “Infine jest” parla anche di dipendenza dalle sostenze stupefacenti e riabilitazione.