Dark Night: il prologo di una tragedia realmente accaduta

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“Dark Night” è un film drammatico del 2016, diretto e sceneggiato da Tim Sutton. Il cast include nomi poco noti, quali: Eddie Cacciola, Aaron Purvis, Shawn Cacciola, Anna Rose, Robert Jumper ed altri. Si tratta di un lavoro tratto da una storia vera: la sparatoria eseguita da James Holmes in un cinema multisala ad Aurora (Colorado), in cui morirono 12 persone. Il lavoro non si sofferma sulla strage in sé e per sé, ma su quanto accaduto prima, analizzando le vite di alcuni protagonisti della tragedia, incluso ovviamente il carnefice Holmes.

TRAMA: la vicenda si svolge nelle ore che hanno preceduto la strage. Le vite di alcune fra le persone coinvolte nella sparatoria, tra cui lo stesso Holmes, sono analizzate in maniera dettagliata in quel che concerne le ore che hanno preceduto l’accaduto. Ad accomunare tutti un senso di alienazione e solitudine che a poco a poco condurrà ciascuno verso il terribile avvenimento: le similitudini fra le varie vicende sono molteplici, al punto che tutti loro avrebbero potuto imbracciare l’arma e sparare quella notte. Che sia quindi proprio il senso di solitudine estrema, di alienazione dalla società, a creare mostri?

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VALUTAZIONE: per scelta del regista/sceneggiatore, “Dark Night” non vuole essere il solito film che racconta una determinata vicenda semplicemente mettendola in scena. Una scelta artistica di fondo pervade l’intera opera, cercando di far scattare nello spettatore una molla che gli permetta di capire quali sono i tasti che se toccati vanno a creare mostri, e su uno spettatore particolarmente ricettivo ed amante delle tecniche cinematografiche ciò può anche fare effetto. Il problema è che la sperimentazione è fin dal primo istante il fulcro di tutto, non solo un mezzo espressivo: la vicenda si svolge infatti con una lentezza così estrema da far assomigliare gran parte del film in mero esercizio di stile. Questo impedisce alla stragrande maggioranza del pubblico di vedere l’anima artistica dell’opera, di capirne il messaggio, e finisce con l’annoiare una buona fetta di persone, anche cinefili. Amare la sperimentazione non vuol dire per forza apprezzare un’opera come “Dark Night”, in cui essa non è associata ad una trama ben delineata ma risulta essere l’anima del film: ciò rende questo lavoro godibile davvero da pochi.

Di seguito il trailer.

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