“Dare una mano”, “Avere la coda di paglia”: da dove derivano questi modi di dire?

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“Dare una mano”

Quante volte hai detto “Ti dò una mano”? Ma sai da dove deriva questo modo di dire?

La frase “dare una mano” significa aiutare.

Essa deriva da molto lontano, dall’antica Roma. Qui, alle persone che rubavano, si tagliava la mano. Questa, però, non veniva buttata; al contrario, si affidavano a persone specializzate nel settore che lavavano la mano (tagliata), la ripulivano dal sangue, la imbalsamavano e, infine, la decoravano. Quando la mano era pronta, diveniva un oggetto sacro, simbolo di protezione della casa. Se una famiglia l’avesse donata ad un’altra, avrebbe significato che in caso di difficoltà sarebbe stata pronta ad aiutarla.

“Avere la coda di paglia”

“Avere la coda di paglia” è un modo di dire che si sente spesso. Viene usato quando una persona ha un difetto ma, per paura di essere derisa o presa in giro, lo nasconde, in modo da evitare ogni critica.

Da dove ha origine, però, questo detto? Deriva dalla favola di Esopo.

La storia narra di una volpe con una coda bellissima. Essa era però molto scaltra, perché talvolta le piaceva cibarsi dei polli dei contadini. Un giorno, mentre camminava nel bosco, la sua coda fu tagliata da una tagliola. La povera volpe, dopo questo episodio, divenne molto triste, piangeva guardando il punto del suo corpo dove prima c’era la sua bellissima coda. Si vergognava talmente tanto che i suoi amici decisero di costruirle una coda di paglia. La volpe quindi tornò ad essere felice, poiché la differenza tra la finta coda e quella originale, era impossibile da percepire. Purtroppo, però, i contadini scoprirono il suo segreto e, quindi, per evitare che lei tornasse a mangiare i loro polli, accesero dei fuochi intorno ai pollai, di modo che, se la volpe si fosse avvicinata, la sua coda avrebbe subito preso fuoco. Allora la volpe capì e, per paura, non si avvicinò mai più ai pollai.

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