Dante Alighieri: nasceva oggi il Sommo Poeta

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Il 29 maggio del 1265 nacque a Firenze il Sommo Poeta Dante Alighieri. Egli è una delle Tre Corone della lingua italiana, poeta rinomato e vanto. In pochi non conoscono la sua descrizione: uomo solitario, con il volto allungato e pensieroso, il naso aquilino, «d’animo alto e disdegnoso molto» diceva Boccaccio. Ripercorriamo insieme la sua vita e il suo lascito.

La vita: tra cultura e politica

Sandro Botticelli, Ritratto di Dante, 1495 ca.

Dante va a lezione di retorica da Brunetto Latini: qui inizia il suo profondo amore nei confronti del classico, in particolar modo di Virgilio. Affina la sua cultura grazie allo stil novo e alla filosofia che più di ogni altra era sua compagna per scacciar via ogni altro pensiero. Le Rime giovanili sono frutto di questo primo periodo influenzato dalla poesia cortese di Guittone e da quella comica di Cecco Angiolieri.

L’amore per il sapere non è tuttavia l’unico impegno nella vita del Sommo: egli è anche uomo politico, cittadino attivo di Firenze. Da guelfo bianco viene nominato priore nel 1303 e si schiererà contro la supremazia di Bonifacio VIII.

Con l’entrata a Firenze di Carlo di Valois i guelfi bianchi vengono perseguitati e Dante viene esiliato. Qui la sua vita si scinde in un prima vissuto a Firenze e in un poi trascorso in esilio. La riflessione sul mondo che lo circondava lo portano a concepire le sue maggiori opere, ad iniziare dalla Commedia, iniziata intorno al 1307.

Beatrice e la Vita Nova

«In quella parte del libro de la mia memoria, dinanzi a la quale poco si potrebbe leggere, si trova una rubrica la quale dice: Incipit vita nova. Sotto la quale rubrica io trovo scritte le parole le quali è mio intendimento d’asemplare in questo libello; e se non tutte, almeno la loro sentenzia».

Beatrice è la donna angelo che domina l’opera, colei che con la sua grazia e la sua gentilezza innalza l’uomo moralmente. La cronaca degli incontri, sguardi, sospiri è qui raccontata dal poeta: a nove anni il primo incontro; nove anni dopo avviene il «saluto» che porta Dante in uno stato di beatitudine; la poesia loda la donna, la celebra in ogni sua forma, fino alla sua morte terrena che sconvolge il poeta. Il lettore viene congedato finché Dante non sarà in grado di «più degnamente trattar di lei».

Convivio

Il titolo stesso dichiara l’intento dell’opera: il Sommo ci invita ad un banchetto dottrinale. Dante usa il volgare in modo da ampliare il culto verso l’intelligenza e il sapere. Il progetto maestoso prevedeva 15 trattati ridotti poi a 4.

De vulgari eloquentia

Se per l’opera precedente l’intento era quello di espandere il pubblico di lettori, questa volta i destinatari sono gli uomini dotti: per questo nonostante l’argomento, il trattato è in latino. L’obiettivo è quello di dettare delle regole esatte e precise della lingua volgare in modo da convincere i dotti della sua importanza. La teoria di Dante verte sull’esigenza di un’unica lingua comune a tutti gli uomini e che possa essere un simbolo. Oltre ai 14 dialetti analizzati il poeta vanta il prestigio del volgare illustre per rispondere a questa esigenza linguistica.  

La Divina Commedia

Eccoci giunti all’opera più importante che raccoglie tutta l’esperienza, la vita e le riflessioni di Dante Alighieri. Egli compie un viaggio, diventa uomo predestinato quanto Enea stesso, si sente in dovere di salvare un mondo corrotto e sprofondato oramai nel baratro del peccato. La Commedia è un’analisi della società e dei singoli uomini che circondano Dante: egli li immagina divisi tra Inferno, Purgatorio e Paradiso in una lucida e consapevole analisi della loro vita. Il Sommo giudicherà così anche se stesso ponendosi nel Purgatorio in modo da scontare la pena che lo condurrà un giorno nella rosa della grazia celeste.

Gustave Doré, Purgatorio

La selva oscura ci fa scorgere un Dante impaurito, insicuro, immerso tra i peggiori errori dell’umanità: il cuore non regge, non può farcela. Virgilio è quindi ragione e sostegno, forza e fiducia: somma guida. I peccatori sono soggetti per l’eternità a subire pene crudeli seguendo spesso la legge del contrappasso, poiché crudele fu il loro comportamento in vita. La turpe pena non cancella il peccato: quest’ultimo è talmente grave che diviene indelebile nella pelle del peccatore. L’aria è putrefatta, il buio intenso: il paesaggio aiuta a calarsi nella degradazione del luogo. Al vertice del cono ecco la Stella del Mattino, l’Angelo Caduto, colui che tradì Dio: Lucifero.

Dopo la discesa infernale i due tornano a «riveder le stelle» ed inizia così la lenta risalita verso il Purgatorio. Dante scala le nove cornici in cui incontra le anime che scontano pene più o meno lunghe e gravi a seconda del loro pentimento e della intensità delle loro azioni.

Gustave Doré, Paradiso

La vetta maestosa si apre verso la foresta del Paradiso. La sua nuova guida sarà d’ora in poi Beatrice: la donna divenuta figura angelica, perfetta e pura è ora pronta ad essere nuovamente raccontata da Dante. Il luogo è fatto di maestosa luce che diventa più intensa tanto più ci si avvicina a Dio. Le anime dei beati dimorano nell’Empireo, luogo che non fa parte degli spazi ma li comprende tutti.

La precisione della Commedia è matematica. Altro non si può dire di Dante Alighieri se non che fu un genio. Morì nel 1321 ma la sua anima e la sua mente ci sorprendono ancora con il loro gusto per l’eccelso. Il suono sublime di ogni sua parola, l’accortezza e la bellezza che esprimono le sue opere lo rendono attualmente un orgoglio italiano, un vanto, un Sommo Poeta.

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