Dante Alighieri: il poeta padre della lingua italiana

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Dante Alighieri è uno scrittore, poeta e politico italiano, che occupa la scena letteraria,   dalla metà del 1200 ad oltre 1300. Inoltre, la cultura greca, araba e bizantina arricchisce la letteratura classica latina del mondo occidentale, con l’originalità e l’elaborazione artistica e stilistica di Dante. Di fatto, le conoscenze intellettuali del poeta fiorentino generano il “nuovo sapere”, che in precedenza rimane nell’ombra.

Dante Alighieri e la biografia

Dante Alighieri nasce a Firenze il 29 maggio 1265 e decede a Ravenna il 14 settembre 1321. La famiglia appartiene al ceto della piccola nobiltà e durante l’infanzia Dante subisce il lutto della madre Gabriella. Nel 1283, Dante perde anche il padre Alighiero e diviene il capofamiglia. In seguito, Dante frequenta gli studi francescani e domenicani, di filosofia e teologia presso “Santa Croce” e “Santa Maria Novella”. Inoltre, attraverso le conoscenze dello “Stil Novo”, Dante stringe numerose amicizie, con i giovani intellettuali fiorentini. Tuttavia, lo scenario letterario fiorentino conduce Dante alla prima stesura dello “Inferno” e “Purgatorio”, in cui entra nelle dimensioni della carne e dei piaceri volgari.

Dante Alighieri e la vita privata

Dante all’età di vent’anni giunge al matrimonio con Gemma Di Manetto Donati, che   appartiene ad un alto ceto nobiliare. In seguito, dalla coppia nascono i figli Jacopo, Pietro, Giovanni ed Antonia. Inoltre, nell’opera “Vita Nuova”, Dante vede per la prima volta Bice di Folco Portinari (Beatrice), di cui si innamora. In realtà, Dante trae ispirazione da Beatrice, che diviene la musa del suo repertorio letterario.

Dante Alighieri e la politica

Dal 1250, la città di Firenze acquisisce sempre più potere, nel territorio dell’Italia centrale. Inoltre, il governo cittadino di borghesi ed artigiani raggiunge l’egemonia sul potere supremo della nobiltà. A fronte di ciò, l’influenza politica del periodo coinvolge il pensiero   e tutta la vita del poeta fiorentino. Alla nascita di Dante, la politica coinvolge la guerra tra guelfi e ghibellini, che Firenze vive attraverso scontri e contrasti tra le due fazioni politiche. Nel 1266, i dissidi tra nobiltà e borghesia portano Firenze al controllo ghibellino e poi dei guelfi. A fronte di ciò, il partito dei guelfi comprende due schieramenti politici, ovvero i bianchi ed i neri.

Il pensiero poetico

Nel 1290, muore Beatrice, figura ispiratrice di Dante, per la quale prova amore fin dall’età di nove anni. A distanza di due anni dalla scomparsa dell’amata, il poeta segue la vocazione poetica e studia la filosofia, la teologia, in particolare Aristotele e San Tommaso. A ragion per cui, l’attenzione di Dante per la politica, accompagna il poeta alla costruzione letteraria dell’opera, dove emerge come soggetto ed oggetto l’imperatore. Di fatto, Dante attraverso la figura del potere esprime l’analisi introspettiva al lettore, sul concetto di “mito” come “impossibile unità”.

La carriera politica

Nel 1295, una legge impone alla nobiltà il possesso dei diritti civici, con l’appartenenza in una corporazione. A fronte di ciò, Dante opta per la categoria dei medici e farmacisti, in cui rientra come bibliotecario e con la classificazione di poeta. In seguito, la politica segna la lotta continua tra guelfi e ghibellini, dove il poeta entra nel partito dei Bianchi. In realtà, Dante accoglie gli ideali d’indipendenza, che segue e dimostra nelle opposizioni al potere del nuovo papato. Nel 1294, Bonifacio Caetani VIII diviene pontefice e mira al potere di conquista sulla città. Nel 1300, Dante diviene Priore del potere esecutivo. L’anno seguente, la fazione dei Neri prevale ed il pontefice accusa Dante di corruzione, con la sospensione degli incarichi pubblici. Oltretutto, durante i processi politici Dante risulta irremovibile nelle sue idee e riceve come risultato la confisca dei beni ed il divieto di rimanere a Firenze. A ragion per cui, il poeta abbandona la sua città, mentre segue l’unica soluzione dell’esilio.

Lo stile filosofico dantesco

Dante definisce le dottrine filosofiche come “l’insieme delle scienze profane”. Inoltre, il poeta attraverso la composizione delle liriche d’amore esclude gli elementi della lode e del ricordo, verso Beatrice. In realtà, Dante giunge alle liriche amorose, solo dopo la scomparsa di Beatrice, che nelle poesie diviene trasposizione, cioè mutazione da oggetto a soggetto. Dante da un punto di vista filosofico, inserisce l’immagine di Beatrice, nel significato di ricerca interiore, di introspezione, per il raggiungimento della saggezza personale. Tuttavia, Dante rivolge il pensiero costante a Beatrice, che con l’espressione filosofica di “donna gentile” trae l’ispirazione, per percorrere la strada verso la saggezza interiore. Inoltre, la cultura del poeta comprende diversi dialetti della lingua italiana, e cerca continuamente l’elemento che chiama “l’odorante pantera dei bestiari”, del Medioevo.  

Lo stile letterario della lingua volgare “illustre”

Il poeta con l’opera del “De vulgari eloquentia” rivisita la lingua italiana, dei differenti dialetti tra cui il fiorentino e le imperfezioni. Di fatto, Dante entra nelle dinamiche della storia della lingua volgare, che trova nell’espressività di numerosi scrittori italiani. A ragion per cui, il poeta comprende l’unione di più linguaggi locali d’Italia, in cui conclude la nascita di una  comune ed unica lingua, che chiama “illustre”. A fronte di ciò, il poeta crea la lingua letteraria nazionale italiana.

Il capolavoro de “La Divina Commedia”

Il poema di Dante della “Divina Commedia” ha la composizione strutturale, in terzine incatenate di endecasillabi. Il poeta utilizza il linguaggio del volgare fiorentino, mentre il titolo in origine è “Comedia”. Tuttavia, Boccaccio attribuisce l’aggettivo “Divina” con il “Trattatello in laude di Dante”. In realtà, il titolo “Divina Commedia” esce nell’edizione di Gabriele Giolito de’ Ferrari, nel 1555. Il poema diviene una delle opere letterarie più celebri del panorama culturale mondiale, per le testimonianze della società medievale. Inoltre,  l’opera comprende tre cantiche (parti), di cui: Inferno, Purgatorio e Paradiso. Dante narra il viaggio immaginario che compie nelle tre dimensioni ultraterrene, con la visione della Trinità.

Altre opere

Il poeta oltre al poema della “Divina Commedia” compone anche altre opere come: “Rime, Vita Nova, Convivio, De vulgari eloquentia, Monarchia, Epistole, Egloghe, Il fiore, Detto d’Amore, Quaestio de aqua et terra”.

La morte

Dante Alighieri decede a Ravenna il 14 settembre 1321, all’età di cinquantasei anni, in seguito ad un attacco di malaria.

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