Daniele Lievi: disegni artistici per scenografie teatrali

Più di 150 opere raccontano il percorso creativo dell’artista e scenografo Daniele Lievi e gli anni di feconda collaborazione col fratello regista Cesare, insieme artefici di straordinari spettacoli teatrali in Italia, Austria, Germania e Svizzera

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Daniele (a sinistra) e Cesare ( a destra) Lievi_photo di Andreas Pohlmann- Gargnano 1987

Dal 9 aprile al 30 novembre, il MuSa, Museo di Salò, dedica alla figura dell’artista e scenografo Daniele Lievi (1954-1990) la mostra Carte Segrete. Teatro. Visioni. Un’esposizione ideata dal fratello Cesare e curata da Bianca Simoni. La conferenza stampa e press preview sono in programma venerdì 8 aprile alle 11.30 e l’inaugurazione su invito si terrà sabato 9 aprile alle 10.30.


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Quali aspetti dell’opera di Daniele Lievi mette in risalto il fratello Carlo?

Il parente dell’artista, regista teatrale e ideatore della mostra, parla dell’iniziativa. “Il percorso espositivo immaginato per Salò evidenzia l’intreccio fecondo tra l’attività di pittore e grafico di Daniele, culminante nelle cosiddette Carte Segrete, e quella di scenografo. Era attivo tra la fine degli anni Settanta e per tutti gli anni Ottanta nei teatri italiani ed europei. Non un talento che occasionalmente si dedica al teatro, abbastanza consueto nel Novecento, ma di uno che fa della rappresentazione visiva il nucleo centrale della sua attività. Tematizza e svolge con ostinazione una serie di rimandi e corrispondenze in grado di generare una totalità frammentata in cui scenografo e artista si compenetrano e producono una figura nuova”.

Una mostra anniversario

A trent’anni dalla prematura scomparsa, la mostra è organizzata dall‘Assessorato alla Cultura del Comune di Salò in collaborazione col MuSa. Il percorso ripercorre attraverso più di 150 opere la parabola creativa e il talento visionario di Daniele Lievi e ne documenta in modo ampio ed esaustivo la produzione. Comprende le Carte Segrete, centinaia di disegni conservati in una sorta di diario personale, e i materiali relativi alla sua attività di scenografo per il teatro. Arte visiva e scenografia: in tutta l’opera dell’artista i due generi dialogano, si accordano, si fondono attraverso continui rimandi. Ricerche personali e estetiche creano un proficuo e poetico confronto tra bidimensionalità e tridimensionalità.

I maghi del lago di Garda

Definiti dalla stampa tedesca Zauberer des Gardasee, Daniele e Cesare Lievi firmarono tra il 1979 e il 1990 più di venti spettacoli in Italia, Austria, Germania e Svizzera. Sono raccontati in un percorso espositivo spiccatamente teatrale, l’ultima trovata dei fratelli, che riunisce 156 opere tra tele e disegni-studi per la scena e 108 fotografie degli spettacoli realizzati. In esposizione ci sono anche modellini e una ricca documentazione video di schizzi, appunti visivi per scene e costumi, oltre ai filmati degli spettacoli stessi.

Daniele Lievi

Nato a Villa di Gargnano il 13 marzo 1954, si diploma all’Istituto statale d’arte del Garda e studia architettura all’Università di Venezia. Nel 1979 fonda col fratello Cesare e il costumista Mario Braghieri il Teatro dell’Acqua che rimarrà attivo fino al 1985. Prima, nel 1984 riceve col gruppo il Premio Ubu per la sperimentazione e l’anno dopo, assieme al parente regista, inizia la sua attività di scenografo nei Paesi di lingua tedesca. Poi presenta al Museo dell’architettura di Francoforte sul Meno la mostra Spuren in ein Theater (Tracce per un teatro). Risale al 1989 la nomina a scenografo dell’anno dalla rivista Theater Heute. Gli è conferita postuma la Kainzmedaille della città di Vienna per la scenografia del Barbablù di Georg Trakl (1991) e nuovamente il Premio Ubu (anch’esso postumo) per tutta la sua attività scenografica (1993). Muore il 15 novembre 1990.

Cesare Lievi

(Gargnano, Brescia, 1952) regista teatrale di fama internazionale, poeta, drammaturgo e traduttore. La sua carriera inizia negli anni ’80 prima in Italia, poi in Germania, Austria e Svizzera.  Ha lavorato nei più importanti teatri del mondo: Parigi, Zurigo, New York, Vienna, Berlino, Salisburgo, Milano, Tokio, Francoforte, Palermo, San Paolo. È stato direttore artistico del Centro Teatrale Bresciano e sovrintendente del Teatro Giovanni da Udine. Nel 1991 è stato insignito della Kainzmedaille della città di Vienna per la regia del Barbablù di Georg Trakl. Nel 2003 ha ricevuto il premio della critica teatrale italiana come miglior regista dell’anno per La brocca rotta di H. von Kleist e per l’Alcesti di Giovanni Raboni, e nel 2008 lo stesso premio per L’una e l’altra di Botho Strauss. Con La badante (Hessisches Staatstheater Wiesbaden 2007; CTB Teatro Stabile di Brescia 2008) ha vinto il premio Flaiano, il premio Unesco per la cultura, il premio Ubu per la drammaturgia. Dal 2006 al 2010 ha insegnato Istituzioni di regia all’Università Statale di Milano. Tra le sue numerose pubblicazioni: Un teatro da fare (ELS La Scuola, 2019) mentre è in uscita presso la casa editrice Morcelliana la raccolta completa della sua produzione teatrale.

MuSa

Il Museo di Salò racconta la storia della città e del suo territorio attraverso un percorso cronologico articolato, che si snoda negli spazi del monastero di Santa Giustina. Un edificio voluto nel XVI secolo dal Comune per ospitare l’Ordine dei Padri Somaschi, tradizionalmente dedito all’istruzione e all’educazione di clero e popolo. L’imponente complesso nacque nel 1586 grazie alla sollecitudine del Conte Sebastiano Paride di Lodrone che acquistò a spese proprie il terreno. Tuttavia solo nel 1670 iniziò a essere attivo come istituto scolastico. Nonostante numerose vicissitudini e la soppressione dell’ordine monastico alla fine del XVIII secolo, mantenne nei secoli la funzione di polo educativo. Ospitare in tempi recenti il Collegio Civico. Interamente recuperato e ristrutturato con un’operazione di restauro e valorizzazione, dal 2015 è il Museo di Salò. La chiesa che al piano terra ospita l’ingresso e la biglietteria, è senza dubbio uno degli ambienti più suggestivi, con tre livelli soppalcati e le ampie vetrate rivolte al lago.

Le collezioni

Il MuSa si articola su più livelli che, oltre a ospitare mostre temporanee, raccolgono ed espongono diverse collezioni. Ci sono l’Osservatorio Meteosismico al piano terra e le sale dedicate alla storia di Salò dall’età romana al Settecento al primo piano. Includono le collezioni del Museo Archeologico A. M. Mucchi, quattro preziosissimi Graduali miniati e una Bibbia Atlantica del XII secolo. Compaiono anche preziose tele realizzate di Palma il Giovane e Zenone Veronese e strumenti del maestro liutaio Gasparo da Salò. Le sale dedicate a Salò tra Ottocento e Novecento al secondo piano conservano opere e testimonianze dell’epoca, alimentate dalla presenza di Gabriele D’Annunzio. Sono riuniti anche il Gabinetto Anatomico del Dottor Giovan Battista Rini; la Civica Raccolta del Disegno al terzo piano; il Museo del Nastro Azzurro al piano seminterrato.

Carte Segrete. Teatro. Visioni di Daniele Lievi

La mostra racconta il percorso di Daniele Lievi, dalle sperimentazioni teatrali a Gargnano col Teatro dell’Acqua fino ai successi a Basilea, Francoforte, Amburgo, Berlino, Vienna e Milano. Le opere esposte rivelano il dialogo e la tensione costanti e continui tra foglio e spazio, l’intrecciarsi tra la fantasia segreta e pura e la concretezza della realizzazione scenica. Mostrano il sogno racchiuso nei disegni delle Carte Segrete e quanto rimane nella sua trasposizione teatrale. Lo spettatore è coinvolto nella lotta estenuante, ma vitale tra visione astratta e necessità scenica. Nel periodo estivo la mostra sarà accompagnata da un programma di incontri, concerti, letture teatrali pensati per approfondire la relazione tra arte e teatro dell’opera dell’artista.

Immagine da cartella stampa.