Dalla McLaren il primo respiratore a protezione del NHS

Rispondendo all’appello di Boris Johnson, gli ingegneri inglesi hanno sviluppato un semplice ed efficace strumento per prevenire il contagio degli operatori sanitari

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Il primo ministro britannico Boris Johnson aveva invitato tutte le case automobilistiche inglesi alla produzione di mascherine e ventilatori polmonari. Dalla McLaren ecco i primi risultati. Gli ingegneri della Formula 1 hanno sviluppato un prototipo di respiratore per proteggere le prime linee del National Health Service (NHS) dal coronavirus.

L’apparecchio, con visiera incorporata, mira ad essere impiegato in tutti gli ospedali del Regno Unito. Il cappuccio tessile è collegato ad un filtro d’aria che rimuove quasi il 100% del particolato, cioè tutte quelle sostanze che variano dal nanometro al micrometro. Lo strumento, sviluppato con la collaborazione del personale dell’Universita di Southampton, è connesso ad una piccola unità portatile che fornisce aria pulita. Esso usa componenti facilmente reperibili e possiede un design open-source, può essere modificato da un qualsiasi team medico in tutto il mondo. La maschera è costituita da un cappuccio in tessuto che copre il capo, mentre una visiera in plastica integrata protegge il volto. Il tutto collegato all’unità portatile fissata intorno alla vita di chi lo indossa. È proprio quest’ultima che fa circolare aria pulita e filtrata all’interno dello strumento.

Paul Elkington, professore di medicina respiratoria all’Università di Southampton, ha affermato che il filtro rimuove il 99,95% di particelle presenti nell’aria, mentre il cappuccio protegge chi lo indossa dagli «schizzi».

Se i test hanno successo, lo strumento potrebbe incontrare un’alta richiesta per la protezione degli operatori sanitari. La produzione su larga scala, infatti, potrebbe aiutare ad assicurare la salute del NHS, esposto ad un grande rischio nel lavorare con chi è stato infettato. «Dobbiamo ridurre al minimo il rischio di infezione per il personale medico e impedire che si ammalino al culmine della pandemia, in modo che possano prendersi cura degli altri», ha continuato Elkington complimentandosi con il team di ingegneri McLaren.

Come dichiarato da un portavoce della casa automobilistica inglese, si è incluso nel progetto anche il crash test dei carrelli per ventilatori polmonari. Portato avanti dalla McLaren Automotive, specializzata nella produzione di supercar, la ricerca è volta anche alla produzione dei trolley.

Anche l’Università di Sheffield in aiuto del NHS

Rimanendo in campo ingegneristico, non sono stati da meno i ricercatori dell’Università di Sheffield. Utilizzando stampanti 3D sono riusciti a produrre veri e propri scudi facciali per i medici in prima linea. Il progetto sta cercando di mettere in circolazione rapidamente questi schermi facciali, così da rifornire gli operatori sanitari di Sheffield e di tutto lo Yorkshire.

La produzione avviene nel centro iForge dell’università, la prima struttura del Regno Unito gestita da studenti di ingegneria. «Medici, infermieri e altri operatori sanitari in tutto il paese hanno bisogno di dispositivi protettivi e molti membri del personale sono ansiosi di non avere le attrezzature giuste, esponendosi potenzialmente alle infezioni», ha dichiarato il dott. Pete Mylon, capo del progetto e ingegnere dell’Università di Sheffield.

Tra i produttori di ventilatori polmonari per i pazienti affetti da COVID-19, invece, troviamo gli ingegneri della Dyson e della casa automobilistica Rolls Royce. L’apparecchio supporta la respirazione immettendo ossigeno nei polmoni e rimuovendo l’anidride carbonica dal corpo. Gli esperti inglesi ritengono che il servizio sanitario nazionale avrà bisogno di almeno 30.000 dispositivi quando l’epidemia arriverà al suo apice.

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