Dal Venezuela all’Europa: aumentano le richieste d’asilo

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Dal Venezuela all'Europa: aumentano le richieste di asilo

Dal Venezuela all’Europa: solo nel febbraio del 2019, ben 3995 venezuelani hanno richiesto asilo politico in Europa. Il numero è il triplo rispetto all’anno passato ed è aumentato del 50% rispetto a gennaio. Il numero dei venezuelani in Europa, in attesa di una risposta alla richiesta di asilo, si attesta ora alle circa 34000 persone. In Italia, le richieste sono un migliaio l’anno. La Spagna, invece, sembra essere la vera destinazione europea dei venezuelani. Si pensi che sulle 52000 domande che ha ricevuto la Spagna, ben 19000 provenivano da cittadini venezuelani. Le risposte dai paesi europei, però, tardano ad arrivare. Nel mese di febbraio si calcola ne siano arrivate solo 300, di cui metà con esito negativo.

Il numero di persone in fuga dal Venezuela è altissimo. In media, fuggono dal paese circa 5000 persone al giorno. “In termini di scala, si tratta di un esodo paragonabile a quello siriano e c’è la possibilità che i numeri superino quelli siriani” ha detto Freier, esperta della Universidad del Pacifico de Peru. Per dimensioni, questo esodo è stato definito: “il maggior esodo della storia recente in America Latina e una delle maggiori smobilitazioni del pianeta”.

Dal Venezuela, la maggior parte dei rifugiati si è trasferita in Colombia e in Perù. Il Perù, tuttavia, ha deciso di porre delle condizioni all’accoglienza dei profughi. Oggi servono un visto e un passaporto per entrare nel paese, ma è quasi impossibile procurarsi un passaporto sotto il regime di Maduro. Si parte dal Venezuela anche alla volta degli altri paesi sudamericani e caraibici, e poi dal Venezuela all’Europa.

Le ragioni di questa diaspora sono politiche, economiche e umanitarie. Il Venezuela, una volta ricco, soffre di una profonda crisi da diverso tempo. La scarsezza di viveri e l’aumento dei prezzi limita l’accesso a cibo, acqua, carburante e medicine. L’assistenza sanitaria è in gran parte crollata, mancano sia i mezzi sia i medicinali. Il problema si intensifica a causa dei frequenti black-out di corrente che impediscono la conservazione del cibo e che uccidono chiunque sia tenuto in vita da una “macchina”. Inoltre continua il problema della criminalità.

La lotta di potere tra Nicolas Maduro, presidente, e Juan Guaidò, auto-nominatosi presidente ad interim, sta paralizzando il paese. E la fine della crisi non si vede.

Dunque si sceglie di abbandonare il paese, un paese stremato. Dal Venezuela alla Colombia e al Perù, oppure al Cile, al Brasile, all’Argentina. Se si può, dal Venezuela all’Europa, ma la maggior parte si deve fermare prima: mancano i soldi per un biglietto dell’autobus; come si può arrivare dall’altra parte dell’oceano?

Nel 2018, i venezuelani, gli “ultimi” protagonisti di un esodo così imponente, spiccano in vetta alla classifica dei rifugiati nel mondo.

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