Trovato nel veleno dello scorpione isrealiano un peptide derivato dalla clorotossina che riesce a superare la barriera ematoencefalica (BEE)

 

Che il peptide MiniCTX3 estratto dal veleno dello scorpione, ha la capacità di veicolare composti farmaceutici attraverso il BEE è tra gli ulltimi risultati dei ricercatori dell’Istituto IRB Barcelona.

Il peptide MiniCTX3 è una piccola proteina derivata dalla clorotossina, che i ricercatori hanno sintetizzato chimicamente, conservando alcune proprietà del peptide iniziale.

Ernest Giralt, il direttore del laboratorio, ha spiegato quanto sia importante il risultato e lo studio condotto; il 98% dei farmaci che sarebbero utili per malattie neurologiche e tumori cerebrali, non superano la barriera ematoencefalica.

Legare ai farmaci i peptidi, consente una attuazione efficace della cura, fino ad oggi limitata.

Nei laboratori dell’Istituto IRB di Barcellona lo studio dei veleni di origine animale sono stati lungamente considerati. Infatti, gli stessi avevano già ottenuto primi risultati utilizzando le api.

La clorotossina dello scorpione si è rivelata molto più efficace.

Nessuna novità sulle potenzialità del veleno di  scorpione giallo

Il Dottor Jim Olson, Neuroncologo Pediatrico del Fred Hutchinson Cancer Research Center, è stato il primo a riflettere e poi attuare, sul poter legare la clorotossina ad un colorante verde fluorescente, in modo da illuminare le cellule tumorali e rendere più semplice l’asportazione. Il Dottor Jim Olson, insieme ad altri colleghi, ha fondato la società che produce  Tumor Paint.

Sempre il peptide clorotossina estratto dal veleno dello scorpione giallo, ha mostrato di possedere un potenziale ruolo positivo nel trattamento dei gliomi cerebrali maligni e  altri tumori solidi.

Ci sono attualmente sei farmaci approvati dalla Food and Drug Administration (FDA) statunitense derivati ​​da peptidi e proteine ​​di veleno animale. E c’è da aggiungere anche che il commercio degli animali utilizzati, è diventato un grande business.

 

Ciò che precede di secoli la Medicina Occidentale

Le cure a base di veleni animali non sono una novità. Se ne parlava già intorno al 67 a.C. quando gli sciamani curavano le ferite con veleno di vipera.

La scienza che trasforma in cura un veleno animale è nata in occidente negli anni Sessanta quando Hugh Alistair Reid, medico specialista inglese, ipotizzò che una proteina del veleno della vipera impedisse la coagulazione del sangue. L’Arvin, anticoagulante derivato è arrivato negli ospedali d’Europa nel 1968. Attualmente è sostituito da farmaci equivalenti, ma sempre a base di veleno di vipera.

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