Dal passato tecnologie che oggi sono normali

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Alcune volte dal passato tornano tecnologie che sembrano moderne, ma in realtà erano già state pensate. Soltanto, il mondo non era pronto ad accoglierle. Questo accade anche nel mondo dell’auto.

Quali sono le tecnologie che provengono dal passato?

Solo pochi decenni fa non immaginavamo di poter controllare la nostra auto con una app sul cellulare, oppure guidare per km senza mai toccare il volante. Eppure alcuni di questi gadget tecnologici erano già stati inventati, anche se erano considerati troppo avveniristici per i tempi. Vediamone alcuni.


Gli statunitensi comprano auto elettriche per la tecnologia


Sovralimentazione

Oggi tutte le auto a combustione fanno uso della potenza dei gas di scarico per aumentare l’aria nel motore. Negli anni 60 però, quando il tentativo venne effettuato dalla GM, per la sua Oldmsobile F-85 Jetfire e per la Chevy Corvair Monza, nella speranza di dotarle delle prestazioni di auto più grandi, l’esperimento non riuscì. Dovettero trascorrere anni prima che BMW, Porsche e Mercedes (1974, 1975 e 1978, rigorosamente in quest’ordine) ritentassero il colpo, ma sempre senza troppo successo. Soltanto negli anni 90 Volkswagen lanciò il suo motore da 1,8 litri, e dal 2010 è diventata una cosa usuale.

Fari automatici

Nelle auto più moderne, è normale che i fari si abbassino quando un altro veicolo ci viene incontro dalla parte opposta di notte. Ma neppure questa tecnologia è di oggi. Cadillac aveva provato qualcosa di simile nel 1952, con una tecnologia chiamata Autronic Eye: inutile dire che non ebbe successo. Nella realtà, gli antenati dei fari che oggi si accendono automaticamente al buio sono datati 1960: i fari girevoli, invece, si ispirano a modelli già in giro negli anni 20.

Cilindro su richiesta

Nella loro totalità, le auto necessitano di una piccola parte della loro potenza nel corso del viaggio, così da poter spegnere parte del motore e risparmiare carburante. Ma qualcosa di similare era stato tentato, sempre da Cadillac, nel 1981: ma l’elettronica dell’epoca non era sufficientemente avanzata per mandare in porto il progetto. Questo venne ripreso solo vent’anni dopo.

Paraurti a filo

Le auto moderne possiedono paraurti lisci e spesso colorati, che non interrompono le linee del veicolo. Ma questa caratteristica non è nata oggi. È stata infatti adottata nella metà degli anni 90, anche se un primo prototipo era nato nel 1967 (Pontiac GTO), seguito nel 1973 (Corvette) e nel 1978 (Porsche).

Sterzo dell’asse posteriore

Già negli anni 80 avevano preso piede le quattro ruote sterzanti, prevalentemente per Honda e Mazda. Nel 1989 se ne impossessò anche la Nissan, sostenendola per tutti gli anni 90 anche quando le altre Case sembravano disinteressarsene. La dismise però con il modello R34 Skyline: la sua discendente, la R35 GT-R, usciva nel 2007 e sterzava unicamente con le ruote anteriori.

Propulsori elettrici

Riusciamo a immaginare qualcosa di più moderno dei propulsori elettrici? Proprio no. Eppure non sono un’invenzione figlia dei tempi odierni. Già tra il 1890 e il 1900 si cominciò a pensare che le auto endotermiche fossero troppo rumorose e pericolose, oltre che inquinanti. Era anche vero però che, rispetto ad un’auto elettrica, erano più leggere e costavano molto meno: per questi motivi l’elettrico venne messo da parte. Oggi, ad “appena” 100 anni di distanza, forse è il momento buono per ricredersi.

Cruscotto digitale

Anche l’infotainment digitale, che sentiamo nominare sempre più spesso, è quanto di più avanzato la tecnologia delle auto possa offrire. O forse no? La verità è che qualcosa di analogo venne progettato già negli anni 80, ma successivamente accantonato alla fine del decennio. Oggi, con tutti i nuovi veicoli dotati di questa tecnologia, appare poco probabile che si decida di tornare indietro.

Macchine parlanti

Per chi è cresciuto negli anni 80, l’unica vera auto parlante era Kitt, il veicolo di Supercar. Questa tecnologia era stata studiata proprio all’inizio di quel decennio, ma non così efficiente come nel celebre telefilm. Oggi a parlare non è proprio l’auto, naturalmente, ma il suo Assistente Google integrato: che è quasi la stessa cosa.

Motori rotativi

Il motore rotativo veniva pensato già alla fine degli anni 60, dalla maggior parte dei produttori di auto come Citroën e Mercedes. Quest’ultima però non lo mise mai in produzione, a differenza della prima (pentendosene subito dopo). L’unica a perseverare fu Mazda, proseguendo anche quando, nel 2010, questo tipo di motore cominciava a non soddisfare più gli standard sulle emissioni Euro 5. A lei si unì anche Audi, con un A1 che utilizzava un rotary come range extender.