Dal Kirghizistan all’UNESCO. Il kalpak conquista il mondo

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Nelle ultime ore l’UNESCO riunitosi a Bogotà ha riconosciuto alcune candidature spontanee pervenute da tutto il mondo come nuovi elementi da inserire nel patrimonio immateriale dell’umanità (elenco apposito di tradizioni e oggetti tramandati nelle generazioni che si cercano oggi di preservare per evitarne la scomparsa).

Tra le nuove proposte accettate nel 2019 oltre al Nuat Thai (un tradizionale tipo di massaggio thailandese), la palma da dattero, la Pekcak Silat (arte marziale indonesiana) e la transumanza, ha trovato posto il famoso kalpak, il copricapo in feltro tradizionale indossato dal Kirghizistan, piccola repubblica dell’Asia centrale con capitale Bishkek. La forma di questo cappello ricorda volutamente nella forma i picchi sempre innevati delle montagne kirghize.

Indossato come prevede la tradizione locale solo da uomini, ha un ruolo fondamentale nell’identità nazionale kirghiza, ottenendo addirittura una festività dedicata a partire dal 2016 ogni 5 marzo e un riconoscimento da parte del parlamento kirghizo che equipara il kalpak all’inno e alla bandiera nazionale. Alcuni parlamentari hanno anche proposto di introdurre una legge che punisca ogni atto offensivo contro il copricapo locale con una sanzione di 1.000 soms, circa 15 euro.

L’inserimento del kalpak nella lista UNESCO è stata presa con molto entusiasmo dal governo che vede in questa notizia una grande opportunità  per il turismo in Kirghizistan, paese molto affascinante ma ancora fuori dalle principali rotte turistiche. In linea con le reazioni della popolazione anche il commento del ministro della cultura e del turismo Maksat Uulu Damir cheha così commentato: “questa notizia ha aspetti molto positivi per noi, poiché é un’opportunità per attrarre turisti e far conoscere alla comunità internazionale le nostre montagne innevate”.

Se siete interessati a scoprire l’affascinante paese asiatico e approfondire la storia del kalpak uno dei problemi principali rimane però ad oggi il collegamento aereo, non diretto dall’Italia, ma con uno scalo quasi obbligato per convenienza economica e di tempistica all’aeroporto internazionale di Istanbul.

Francobollo kirghizo con kalpak
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