Dal baule di Van Gogh un acquerello agreste

L'artista la lasciato il dipinto, di cui esiste una copia in bianco e nero, in una cassapanca. In esposizione solo nel 1903

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Entra a far parte della collezione del Parco d’arte di Marunuma l’acquerello trovato nel baule di Van Gogh. La veduta di un’area rurale al limitare di un abitato è ricomparso in Giappone e permette di approfondire l’influsso orientale nella sua pittura.


“Immersive Van Gogh”: percorso nell’opera dell’artista


Cosa c’era nel baule di Van Gogh?

Il dipinto “Prato, sullo sfondo la chiesa nuova e la chiesa di San Giacomo” appare in pubblico soltanto una volta. Era il 1903, tredici anni dopo la morte dell’autore che lo ha lasciato in una cassapanca di legno insieme ad altri disegni. Il mobile finisce poi nella soffitta di un falegname che, controllato il contenuto, decide di venderlo. Così l’acquerello passa nelle mani di mercanti e collezionisti e se ne perdono le tracce.

Van Gogh e il Giappone

L’artista non si è mai recato nel Paese del Sol levante, ma trova affascinante la cultura e le tradizioni orientali. Parigi è una città aperta alle influenze esterne e si diffonde il giapponesismo, la ripresa di usi e costumi nipponici in società e nell’arte. Vincent non rimane insensibile al fascino di stampe e tappezzerie realizzate con matrici ukiyo-e. Quindi, analizza i lavori per trovare nuovi spunti creativi. Le figure femminili in kimono, la delicatezza delle rappresentazioni naturali sono elementi che Van Gogh rielabora nella sua opera. Per il pittore la terra di Kyushu è un luogo incantato e da sogno di cui ha una visione idealizzata.

L’acquerello ritrovato

L’opera risale al primo periodo dell’artista in cui è predominante la rappresentazione della natura in modo realistico. Un carro, una staccionata e gli animali al pascolo con una figura umana che attraversa il prato sono al centro della scena. La pennellata in primo piano definisce l’erba, mentre nei piani retrostanti la precisione si perde. Il Parco dell’arte di Marunuma ha programmato una mostra per presentare un gruppo di opere che mettono in luce il rapporto dell’artista col Giappone.