DAB: il futuro della radio

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Al giorno d’oggi la radio sta affrontando un cambiamento epocale e molto importante, spinto dall’avvento del digitale e dallo sviluppo tecnologico. L’innovazione è dietro l’angolo, le opportunità, i rischi, i vantaggi e gli svantaggi di tutto questo non possono passare in sordina.

Negli ultimi anni è nato un nuovo segnale, il DAB prima e il DAB+ dopo, utilizzato prevalentemente con dispositivi portatili dal design compatto e al tempo stesso elegante, moderno. Questi strumenti si adattano a qualsiasi luogo, dagli arredi più contemporanei a quelli vintage, e possono anche essere integrati in sistemi di audio Hi-Fi con cui ascoltare la musica in casa, oppure nell’impianto della propria auto.

Certo, di radio ne esistono tante, ognuna diversa per forme e tipologie, e che risponde a esigenze e necessità diverse per ogni ascoltatore. Ma proprio come per queste ultime, anche per i ricevitori radiofonici si è verificata una rivoluzione digitale, in particolar modo nel corso dell’ultimo ventennio.

La digitalizzazione della radio è un fenomeno nuovo ma che nasconde sviluppi davvero interessanti, da confrontare con l’analogico e classico AM/FM. Quest’ultima modalità è ancora molto impiegata, soprattutto negli impianti audio delle auto, ma per quanto tempo sarà così?

Modulazione AM/FM

Ancora oggi sono poche le persone che conoscono il significato di questi due acronimi, che fin dal secolo scorso accompagnano i viaggi di grandi e piccoli. Fino agli anni ‘90 il funzionamento della radio era basato unicamente su questo tipo di modulazione delle onde elettromagnetiche cosiddetta analogica.

Con quest’ultima, il segnale modulante si propaga in modo indiretto, attraverso un percorso del suono o della voce che assieme alla frequenza corrispondente danno vita all’intervallo.

Il risultato dell’unione tra il segnale modulante e quello portante è il segnale modulato. Ma se la modulazione va a modificare la frequenza portante, allora si parlerà di FM, quindi si verificherà una deviazione del segnale, proporzionale all’ampiezza di quello modulante.

Sappiamo che potrebbe apparire molto difficile comprendere dinamiche del genere, anche perché non tutti hanno competenze tecniche e specifiche tali da comprenderne il funzionamento. In ogni caso, ciò che serve sapere è che il tipo connessione viene effettuata tramite mediazione. Questo tipo di trasmissione fu inventata nel 1933 dall’ingegnere statunitense Edwin Armstrong, e si diffuse nel nostro Bel Paese durante l’epoca fascista, perciò negli anni ‘40 del secolo scorso.

Digitalizzazione

Ormai è diventato storia: a partire dagli anni ‘90 tutto il mondo ha iniziato a conoscere quella che oggi chiamiamo “processo di digitalizzazione”. Infatti, l’avvento di Internet ha modificato tantissime cose, tanto che alcuni lavori oggi non esistono nemmeno più. Ma non è su questo che ci soffermiamo in questo articolo, perché il settore che ci interessa è quello delle telecomunicazioni.

Nel 1995 fu data vita alla trasmissione in codifica digitale o Digital Audio Broadcasting, il cui acronimo è DAB. Questo tipo di tecnologia adottava uno standard di audio mp2, e più precisamente MPEG-1 Audio Player 2, praticamente il progenitore del più noto mp3. La prima sperimentazione effettuata su questo tipo di tecnologia è stata in Norvegia e in Regno Unito, e da questi due Paesi ha iniziato a diffondersi per tutto il resto del mondo, anche se lentamente.

In questa guida all’acquisto potrete trovare tutti i migliori modelli di radio DAB presenti in commercio. Oggi sappiamo che esiste anche una versione successiva, che potremmo definire più aggiornata, ma una non esclude l’altra. Il futuro della radio però è DAB+, infatti a partire dal 2020 tutti gli apparecchi venduti in Italia e già installati sulle automobili saranno di questa tipologia. Questo cambiamento ricorda molto quanto avvenne quando ci fu la transizione alla televisione digitale, nonostante, come anticipato, DAB e DAB+ possano coesistere.

Una tecnologia… intelligente

Ci sono alcune considerazioni da fare riguardo la tecnologia DAB, e che vedono una differenza sostanziale con tutto il resto delle radio. Pochi ancora sanno che questo tipo di segnale è in realtà molto intelligente, perché viene programmato affinché, qualora ci siano problemi di qualsiasi tipo durante un viaggio, l’apparecchio ricerchi la stessa emittente ma in FM.

Questo è ovviamente possibile solo se il programma radiofonico è trasmesso con entrambe le tipologie di segnale. Ma ciò permette di comprendere ancora più a fondo come, in realtà, la digitalizzazione della radio non sempre vuol dire soppiantare completamente ciò che è arrivato prima. Il motivo è molto semplice: non c’è l’obiettivo di rivoluzionare in maniera netta e irreversibile, ma solo quello di migliorare i comfort di cui possiamo godere.

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