Dalle ragazze in vetrina alle ragazze in bacheca: il Cyber Sex

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Il sesso a pagamento, è una pratica cui da sempre l’uomo è ricorso per dare libero sfogo a desideri e pulsioni che magari non ha il coraggio di vivere con la propria partner. È una pratica probabilmente motivata dal gusto di trasgredire, di rompere gli schemi, di andare oltre i limiti. Un fenomeno che riguarda moltissimi paesi. Sembra siano passati secoli da quando per trasgredire si andava un po’ per gioco, un po’ per spirito di avventura alla ricerca delle “ragazze in vetrina”.

Nate negli anni del Proibizionismo, all’inizio del Novecento le vetrine erano illegali e le prostitute si organizzavano aspettando i clienti alla finestra o sull’uscio, apparentemente impegnate in attività quotidiane. Nessun abito succinto o ragazze che ammiccavano ai passanti, erano i dettagli dei segni nascosti a indicare la vera natura dell’attività svolta all’interno dell’edificio.

Solo dopo il dopoguerra, le donne in vetrina diventeranno più esplicite fino al 2000 quando l’attività viene legalizzata a livello nazionale.

Oggi con l’avvento e la diffusione di internet si passa dal mondo reale al virtuale anche e soprattutto in campo sessuale. Sono tante, infatti, le persone che oggi prediligono i rapporti virtuali. Si preferisce, pertanto, iniziare una relazione senza avere il piacere di toccare la pelle dell’altro, di sentirne il profumo, di avvertirne i brividi. Com le relazioni virtuali invece capita di  raccontare di sé per ore e ore azzerando le distanze, è vero, ma anche, fatalmente, annientando la propria identità. Anche la sfera sessuale risente quest’invasione del mondo virtuale, tant’è che molti spesso fanno sesso tramite un asettico schermo.

La possibilità di visitare gratuitamente e anonimamente siti pornografici ne agevola l’utilizzo e spesso l’abuso.

Prima le ragazze venivano scelte sul posto (non che adesso sia del tutto scomparsa questa pratica) mentre adesso vengono selezionate attraverso un catalogo virtuale. Si tratta di un’evoluzione, anche se, naturalmente, questo non è un termine adatto a descrivere la situazione di questo fenomeno. La prostituzione rappresenta, purtroppo, un fenomeno che non è mai scomparso e d’altro canto è difficile fronteggiarlo solo con una battaglia proibizionistica. Vanno combattute con rigore le forme di sfruttamento della prostituzione e della tratta delle donne che rappresenta, per certi versi, una nuova forma di schiavitù. Nei confronti, invece, della sussistenza del fenomeno anche al di là delle forme di sfruttamento bisogna adottare un atteggiamento diverso, valutando di fronteggiarla con una azione culturale nel senso ampio del termine. Il mercimonio del proprio corpo, rappresenta un disvalore malgrado in sé e per sé non costituisca un comportamento illecito. Guardando infatti al sistema di leggi italiane, è prevista una pena per chi favorisce la prostituzione, ad esempio,  accompagnando assiduamente la prostituta sul luogo dove si prostituisce o adoperandosi affinché la annuncio in sé lecito pubblicato su giornali e siti sia particolarmente allettante. Punito severamente è anche il comportamento di chi sfrutta la prostituzione altrui per trarne vantaggio. La legge, allora, possiamo dire che tollera come lecita la prostituzione solo in quanto scelta autonoma e spontanea. Si tratta di una scelta di buon senso. Gli uomini e le donne, del resto non possono delegare alla legge e alle sanzioni la lotta a fenomeni di cui essi stessi sono i protagonisti.