Curiosità su Caravaggio: una vita sregolata e uno stile innovativo

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Caravaggio

Le curiosità su Caravaggio sono abbastanza da fare della sua vita un quadro piuttosto articolato. Egli nacque il 29 settembre 1571 e morì il 18 luglio 1610: la sua una vita avventurosa, a volte fatta di eccessi. Era un uomo che sapeva dividersi tra il raffinato mondo del collezionismo e i sobborghi di una città che ospitava criminali di ogni tipo.

“Quando non c’è energia non c’è colore, non c’è forma, non c’è vita”

Curiosità su Caravaggio: il nome

Il vero nome di Caravaggio era Michelangelo Merisi.
Nel 1577, a causa di una epidemia di peste, la famiglia Merisi scappa da Milano e torna proprio a Caravaggio, dove il padre dell’artista morì.

La carriera a Roma

Nel 1592 si trasferisce a Roma e tenta di emergere come artista. Tuttavia, contemporaneamente vive una vita di assoluta povertà, frequentando i sobborghi più malfamati della città.
Diventa uno degli artisti protetti dal potente e raffinato cardinale del Monte. Quest’ultimo gli procurerà incarichi importanti, tra cui la “Vocazione di San Matteo” per la chiesa di San Luigi dei Francesi e la “Canestra di Frutta”, considerata la prima “natura morta” dell’arte italiana.

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Curiosità su Caravaggio: perché è un “pittore maledetto”?

Contemporaneamente ai grandi capolavori, la vita di Caravaggio continua a complicarsi. Viene arrestato per possesso d’armi, condannato per aver insultato le guardie cittadine, accusato di aver lanciato addosso ad un garzone d’osteria un piatto di carciofi, ricercato per aver ferito gravemente un notaio. Tutto questo ha contribuito alla sua fama di pittore maledetto, in cui genio e sregolatezza sono fusi.
Questo personaggio così eccentrico quasi anticipa gli artisti della Parigi bohémien e l’ideale dell’artista eccentrico e rissoso. Anche Michelangelo Buonarroti aveva una personalità poco rispettosa dell’autorità, ma il Merisi era conosciuto proprio come attaccabrighe.

Caravaggio condannato a morte

Nel 1606 Caravaggio uccide, nel corso di una rissa, Ranuccio Tommasoni.
L’artista è costretto a fuggire da Roma e trova rifugio prima a Napoli e poi a Malta, dove nel 1608 entra a far parte dell’Ordine dei Cavalieri di San Giovanni.
Tuttavia, Caravaggio sembra non riuscire a sfuggire al proprio destino e viene coinvolto in un’altra rissa ferendo un membro dell’Ordine.
Fugge di nuovo e si reca in Sicilia e poi di nuovo a Napoli, in cerca di protezione, ma i sicari dell’uomo ferito a Malta lo raggiungono e lo feriscono.
Dipinge in questo periodo “Davide con la testa di Golia” (1609-1610), dove Golia in realtà è l’autoritratto di Caravaggio.

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Curiosità su Caravaggio: come dipingeva?

Caravaggio rompe gli schemi, dipinge direttamente sulla tela senza disegnare, utilizza come modelli la gente di strada e sfrutta il potere della luce e del chiaro-scuro per impostare le sue composizioni.

Le caratteristiche della pittura di Caravaggio sono appunto il realismo dei soggetti e un uso della luce che esaspera le emozioni.
“La Morte della Vergine” fu considerata da subito un’opera troppo vicina alla realtà e la Vergine molto più simile ad una donna dei bassofondi che alla Madre di Cristo. Caravaggio dipingeva seguendo l’esempio di Tiziano e Giorgione, i cosiddetti “maestri del colore”. Li aveva potuti ammirare a Venezia durante la sua adolescenza, ma aggiunse degli effetti di luce che resero le sue tele assolutamente uniche.

I colori che usava

Grazie alle sue intuizioni, Caravaggio fu un innovatore totale nella storia della pittura. Inoltre, fu anche sperimentatore anche dal punto di vista tecnico. Per i suoi dipinti, utilizzava preparati a base di mercurio, distillato di lucciole e anche mummia. Quest’ultimo era un tipo di pigmento ricavato dalle carni degli animali e trattato con una tecnica utilizzata anche per la mummificazione.

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