Cupola del Brunelleschi: armonia di proporzioni e forme

L'artista del Rinascimento crea una struttura elegante con un sistema costruttivo che si differenzia dalle tecniche tradizionali

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La realizzazione della cupola del Brunelleschi è uno dei progetti più importanti del Quattrocento. Una struttura architettonica che caratterizza lo skyline della città, costruita con soluzioni edilizie ingegnose.


La Cupola del Brunelleschi: 600 anni fa la prima pietra


Perché la cupola del Brunelleschi è particolare?

L’artista, scultore e orafo apprezzato, ha ideato una struttura architettonica che si differenza dalle cupole tradizionali. Lavora sul progetto di Arnorfo di Cambio che aveva concepito la chiesa di Santa Maria del fiore con una copertura ottagonale. Filippo Brunelleschi propone invece due calotte di pietra e mattoni con curvature e spessore che si riducono salendo. Evitando di chiudere l’edificio con un tetto, imposta sul tamburo trecentesco i costoloni in pietra. Sulla sommità posiziona poi una lanterna, un tempietto a pianta centrale che domina la città.

Brunelleschi, un architetto moderno

Le fonti descrivono Brunelleschi come un tecnico che seguiva i lavori e impartiva direttive agli operai impegnati nella costruzione. Pretendeva la fedele riproduzione dei suoi disegni e organizzava il cantiere con efficienza. Ha infatti creato dei ponti di servizio in legno utilizzati per portare il cibo ai lavoratori, senza farli scendere dalle impalcature. Progettista e architetto, utilizza le proprie conoscenze per controllare l’intero iter esecutivo, dalla realizzazione delle strutture ai dettagli. Proprio l’artista fiorentino ha sviluppato il moderno modo di lavorare dei professionisti del settore.

Filippo Brunelleschi e Santa Maria del fiore

Brunelleschi incarna l’ideale rinascimentale di artista completo, esperto in ogni forma di sapere. Partecipando al concorso del 1418 per il completamento del duomo, il maestro ha messo in campo le sue conoscenze architettoniche. Presenta così alla commissione una struttura autoportante in cui non utilizza le cèntine, armature interne lignee. Una proposta che trova il favore dei responsabili del cantiere che capiscono il talento di Filippo. Il progetto si basa su regole geometriche e prospettiche, in un armonico rapporto di proporzioni e forme. La cupola ogivale è realizzata in mattoni disposti a spina di pesce, il cui colore contrasta coi costoloni in pietra. Gli elementi aggettanti non hanno però funzione portante, perché sono le calotte interne sovrapposte e voltate a garantire il sostegno. L’artista lavora al progetto per gran parte della sua vita, fino al 1446.

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