giovedì, Luglio 25, 2024

Cuba: verso la fine dell’era Castro

Cuba si appresta ad iniziare una nuova era senza Castro. Raùl Castro ha annunciato le dimissioni da segretario del Partito Comunista di Cuba. L’annuncio dell’ex presidente, 89 anni, fratello minore di Fidel Castro, era atteso al congresso del partito iniziato ieri. L’incarico sarà assunto da Miguel Diaz-Canel, segnando anche l’avvio di un processo di ricambio generazionale ai vertici del partito e del paese.  

Cuba: finisce l’era Castro?

Cuba si appresta ad iniziare una nuova era senza Castro. Entro lunedì infatti Raùl Castro dovrebbe lasciare il la guida a Miguel Diaz-Canel. Raùl, 89 anni, fratello di Fidel Castro, annuncerà le sue dimissioni da segretario del Partito Comunista durante l’8° Congresso del Partito che è iniziato ieri all’Avana. Le dimissioni di Raùl e la successiva nomina di Diaz-Canel segnano la fine della successione dinastica dei Castro. La fine dell’era Castro arriva in un momento di grave crisi segnata dalla pandemia e dall’embargo degli USA.  Inoltre arriva mentre è in atto una rivoluzione nei Partito. Da ora in poi infatti per entrare a far parte del Comitato centrale del partito non si potrà avere più di 60 anni e non più di 70 per occupare ruoli dirigenziali.

Intervenendo all’apertura del Congresso, Castro ha sollecitato un dialogo “rispettoso” tra Cuba e gli USA. Confermando di voler cedere il timone “a una nuova generazione”, ha chiesto “un nuovo tipo di rapporto con gli USA” ma senza “rinunciare ai principi della rivoluzione e del socialismo”. Castro ha inoltre sottolineato l’importanza di rafforzare l’economia del Paese in un momento segnato da crisi e carenze.  Nel suo discorso ha anche “esortato a difendere l’aumento della produzione nazionale, soprattutto alimentare, e a bandire l’abitudine dannosa di importare”.

Chi è Raùl Castro?

Raúl Castro ha assunto il potere nel 2008, prima come presidente e poi nel 2011 come primo segretario del partito comunista. Fino ad allora aveva guidato l’esercito. Sorprendentemente per un uomo che, nelle parole di Jorge Duany, direttore del Cuban Research Institute della Florida International University, “si è mosso per la prima volta a radicalizzare la rivoluzione cubana, forse anche per influenzare Fidel ad abbracciare il leninismo marxista”, si dice che fosse molto più appassionato di riforme del mercato rispetto a suo fratello.

Già negli anni ’80, Raúl spingeva per riforme a favore del mercato in discussioni con Fidel. Queste convinzioni si sono concretizzate al 6° Congresso del partito nel 2011, quando sono state introdotte 311 riforme economiche, creando una nuova classe di lavoratori autonomi per riempire il vuoto mentre Raul ha iniziato a ridurre lo Stato. Raúl ha anche detto nel 2011 che era tempo che una nuova generazione portasse avanti la rivoluzione, introducendo un limite di due mandati per la leadership. Una nuova costituzione è stata redatta e votata nel 2019. Castro voleva anche liberalizzare il matrimonio equo. Tuttavia non ci riuscì a causa delle pressioni della chiesa.

Con l’arrivo di Trump svaniscono i risultati di Castro

Con l’arrivo della presidenza Trump è stato distrutto il risultato più significativo di Raùl, una distensione con gli USA attuata sotto l’amministrazione Obama che aveva portato molti visitatori statunitensi a Cuba.  Trump ha anche nuovamente reintrodotto le sanzioni e poi la pandemia ha completamente distrutto l’economia dell’isola. Secondo i dati dello Stato cubano, l’economia è diminuita dell’11% nel 2020, mentre le importazioni sono diminuite del 40%. Inoltre le fattorie cubane non riescono a sfamare la sua popolazione di 11 milioni di abitanti. Questo ha portato a formare code di sei ore e più per acquistare pollo, medicinali e altri beni essenziali. 


Leggi anche: Gli USA dichiarano Cuba Stato sponsor del terrorismo

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