“Cronica universalis” di Galvano Fiamma e Markland

Un manoscritto milanese riporta i racconti dei marinai del Trecento sulle terre del Nord

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In genere si attribuisce la scoperta dell’America a Cristoforo Colombo o, prima, a Amerigo Vespucci. Tuttavia, la “Cronica universalis” di Galvano Fiamma del 1340 riporta i racconti di alcuni marinai che descrivono una terra florida chiamata Markland. Si tratterebbe del Nuovo continente dove approdarono i Vichinghi attorno al Mille.


Cristoforo Colombo e la scoperta dell’America


Cos’è la “Cronica universalis” di Galvano Fiamma?

Il frate domenicano milanese scrive una storia del mondo che doveva partire dalla creazione fino al Trecento. L’autore però conclude la narrazione qualche secolo prima e si sofferma a parlare di geografia e delle zone in cui l’uomo può vivere. Quando parla del Nord Europa fa riferimento alla fonte orale rappresentata dai marinai che conoscono leggende e storie di ogni luogo. Gli uomini di mare parlano della Groenlandia come della terra più settentrionale con a Ovest un luogo definito Helluland o Markland. Era la fertile patria dei giganti che utilizzavano pietre enormi per realizzare costruzioni.

Lo studio dell’opera del frate

Gli studenti dell’Università statale di Milano stanno studiando la “Cronica universalis” di Galvano perché è un manoscritto conservato in una collezione privata. I partecipanti al corso di Filologia mediolatina si occupano di realizzare un’edizione critica dell’opera e a approfondire la conoscenza di Markland. La terra degli uomini del Nord infatti affascina e incuriosisce perché è legata alle tradizioni di genti di un’altra cultura. Il testo descrive le consuetudini degli abitanti che non coltivavano e prediligevano l’attività di caccia e pesca. Un vescovo governava il paese in cui si nidificavano grandi falchi.

Una revisione della scoperta dell’America

L’arrivo dei Vichinghi sulle coste del Nuovo continente è riportata anche dalla storiografia, ma la si considera un avvenimento fortuito. Infatti, i navigatori raggiunsero la terra durante i viaggi in mare e non identificarono il luogo con un’altra terra emersa. Pertanto, la scoperta dell’America rimane collegata alla figura di Cristoforo Colombo che aveva l’appoggio dei potenti dell’epoca. Inoltre, il genovese conosceva le rotte commerciali e intraprendeva un viaggio dopo anni di esplorazioni in altre zone del mondo.