Crollo delle correnti atlantiche: quali sono le conseguenze?

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Il crollo di una corrente dell’Oceano Atlantico potrebbe causare conseguenze nefaste nel nostro mondo. Vediamo quali.

Cosa accade al crollo delle correnti atlantiche?

La causa di questo crollo è naturalmente il cambiamento climatico. Le correnti oceaniche trasportano l’acqua calda dai Tropici sino all’Atlantico settentrionale: se questo meccanismo si blocca, il clima globale potrebbe collassare del tutto. Lo spiega uno studio effettuato dal magazine The Guardian, e pubblicato su Nature Climate Change.


Attività umane sono la causa inequivocabile del cambiamento climatico


Un clima più simile a La Niña

Il sistema di cui sopra è chiamato circolazione di ribaltamento meridionale dell’Atlantico. Se collassasse, potrebbe spostare il clima della Terra in uno stato più simile a La Niña, fenomeno atmosferico e oceanico che influenza il clima dell’intero pianeta. Significherebbe più piogge alluvionali sull’Australia orientale, peggiori siccità e incendi boschivi nel sud ovest degli Stati Uniti. Per avere una misura di tutto questo, possiamo dire che due estati a La Niña nel nord dell’Australia hanno riscaldato l’oceano, contribuendo ad uno dei periodi più piovosi mai registrati. Il risultato sono state inondazioni nel New South Wales e nel Queensland. Invece, nel sud ovest del Nord America si sono verificati una siccità record e gravi incendi boschivi. A farne le spese i servizi di emergenza e gli agricoltori, con danni stimati sui 70 miliardi di dollari.

Il ribaltamento della circolazione meridionale

La circolazione di ribaltamento dell’Atlantico si traduce in un flusso di acqua tropicale calda diretta verso l’Atlantico settentrionale: questo aiuta il clima europeo a mantenersi mite. Viceversa, un ribaltamento delle acque antartiche si rileva nell’emisfero australe. Durante le ere glaciali la circolazione invertita dell’Atlantico si è interrotta, o rallentata: da quando però è comparso l’uomo, 5000 anni fa, il ribaltamento dell’Atlantico si è mantenuto relativamente stabile. Negli ultimi decenni, invece, ha subito un rallentamento.

Lo scioglimento dei ghiacciai

La ragione di questo rallentamento è da ricercarsi nello scioglimento delle calotte polari in Groenlandia e Antartide. Nel corso di questo processo, l’acqua dolce si riversa negli oceani: questa diventa più dinamica, e l’affondamento di acque dense ad alte latitudini si riduce. Basti dire che, solo intorno alla Groenlandia, negli ultimi 20 anni si sono sciolte 5 trilioni di tonnellate di acqua dolce. Se il riscaldamento globale proseguirà, questo trend potrà solo aumentare nei prossimi decenni.

Il crollo delle correnti e le sue conseguenze

Se le correnti dovessero collassare, l’anatomia degli oceani cambierebbe in maniera radicale. In profondità sarebbero più freschi, più poveri di ossigeno, e la parte superiore subirebbe la fine dei suoi nutrienti: possiamo dunque immaginare quale sarebbe la sorte dei loro ecosistemi. Secondo gli scienziati, il ribaltamento dell’Atlantico si trova al suo punto più debole nell’ultimo millennio. Se i gas serra non saranno controllati, nei prossimi secoli l’intero collasso sarà inevitabile.

Simulazioni del futuro

Per confutare il suo studio, The Guardian ha utilizzato un modello globale completo per simulare le conseguenze di tale situazione. Il primo passo è stato disattivare il ribaltamento dell’Atlantico, aggiungendo una massiccia anomalia dell’acqua di disgelo nell’Atlantico settentrionale. Quindi, è stato effettuato un confronto con la corsa senza l’applicazione dell’acqua di disgelo. I risultati sono stati chiari: senza il ribaltamento dell’Atlantico, si accumulerebbe calore appena a sud dell’equatore. Questo spingerebbe aria calda e umida nella troposfera superiore, a 10 km nell’atmosfera, e l’aria secca scenderebbe sul Pacifico orientale. L’aria discendente rafforzerebbe gli alisei, che spingerebbero l’acqua calda verso i mari dell’Indonesia. Il Pacifico tropicale sarebbe così simile a La Niña.

Conseguenze globali

In Australia, la conseguenza più evidente sarebbe la pioggia battente, particolarmente ad est. Ma tutta questa catena di concause raggiungerebbe anche l’Antartide. Infatti, l’aumento di aria calda sul Pacifico occidentale cambierebbe il vento a sud, fino all’Antartide, appunto. Il sistema di bassa pressione atmosferica sul Mare di Amundsen, infine, sarebbe più profondo. Questo contribuirebbe allo scioglimento dei ghiacciai, ma anche all’estensione del ghiaccio marino sino all’estremo ovest del Mare di Ross.

Mai un sistema così sconvolto

Nella storia della Terra, mai il nostro sistema climatico era stato scosso da tanti cambiamenti nella composizione del gas atmosferico. Non tutto, però, è perduto: l’innalzarsi del livello del mare, lo scioglimento dei ghiacci e il rallentamento dell’Atlantico infatti capovolgono la circolazione prevista per questo secolo. Se vogliamo che le cose migliorino, sarà utile implementare una nuova economia a basse emissioni di carbonio. Rimane sempre la responsabilità all’essere umano, dopo aver creato così tanti problemi al nostro mondo, cercare di risolverli.