Critiche allo stile, BMW risponde: “chi se ne frega”

Il reparto stilistico della casa bavarese rimane impermeabile alle controversie riguardo il nuovo corso stilistico

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Il design delle ultime BMW è oggetto di discussioni e critiche da un po’ di tempo. Il nuovo corso, che ha introdotto la nuova griglia anteriore “a polmone”, sta dividendo l’opinione pubblica e anche gli esperti del settore. C’è a chi piace, ma anche chi ha espresso delle riserve spesso sbilanciandosi. E’ il caso del giornalista americano Matt Farah, il quale non si è fatto scrupolo nel definire “brutta” la nuova Serie 4, tra le prime ad adottare il nuovo stile. Di tutte questi aspetti ne ha parlato il responsabile del centro stile BMW, nel corso di un’intervista per Top Gear.


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Qual è la posizione del centro stile BMW sulle critiche al design?

Non è il nostro obiettivo piacere a tutti. Non puoi fare un design che piaccia a tutti. Ma devi piacere ai tuoi clienti“. Con queste parole, il capo del reparto design della casa Domagoj Dukec mostra una certa indifferenza nei confronti delle discussioni, anche a mezzo stampa, sull’estetica delle BMW di nuovo corso. Vetture come X7, la Serie 3, la Serie 4 e la iX elettrica hanno diviso il pubblico, tra chi ama e chi odia la nuova griglia “a polmone”.

L’importante è che piaccia a chi compra

Nell’intervista, Dukec ha cercato di sviare l’argomento parlando di un dettaglio interessante. “Non tutti i nostri prodotti ricevono le stesse critiche“, ha aggiunto. “puoi vedere che una cosa divisiva come i polmoni sulla Serie 4, piace al 20 per cento delle persone. E’ il tipo di clientela a cui puntiamo. Non tutti i clienti compreranno una Serie 4“. Il ragionamento è semplice: chi se ne frega se non piace a tutti i clienti, noi puntiamo a quei clienti a cui invece piace. Semplice ed elementare. E non sarebbe neanche la prima volta che a Monaco di Baviera ragionano in quest’ottica.

Critiche al design BMW, un curioso precedente

Quella di stupire con l’originalità e l’azzardo è una decisione presa da ormai vent’anni e più. E cioè da quando un certo Chris Bangle, designer americano molto famoso e contestato, lasciò il Centro Stile Fiat per lavorare per i tedeschi. Bangle, già autore della Coupé e della criticatissima Multipla, lavorò dal 1995 all’estetica di diversi modelli bavaresi. Cominciò con la Z3 roadster, subito di successo, per poi realizzare la versione coupé, che fece alzare qualche sopracciglio. Ma il meglio (o il peggio, se preferite), lo diede con la Serie 7 del 2002, le cui linee cariche ed estrose fecero arrabbiare tutti. A tal punto da far nascere petizioni on line per chiederne il licenziamento. La storia è destinata a ripetersi? Forse no, ma a Dukec e soci forse conviene non scherzare con il fuoco.


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