Crisi ucraina: società statunitensi chiedono cautela sulle sanzioni russe  

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La Russia intensifica l’offensiva nel Donbass

Continua l’escalation nella crisi ucraina. Il presidente americano Joe Biden ha minacciato di imporre nuove sanzioni. Biden, oltre a minacciare “sanzioni personali contro Putin”, ha anche detto che le sanzioni colpiranno vari settori. Come ad esempio il divieto di esportazione di tecnologia americana in diversi campi (intelligenza artificiale; computer avanzati; difesa aerospaziale) e lo stop delle transazioni in dollari per le banche russe. Diverse società statunitensi hanno chiesto alla Casa Bianca e al Congresso cautela sulle nuove sanzioni russe.

Crisi ucraina: cosa chiedono le società statunitensi?

Crescono i timori di una possibile invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Il presidente americano Joe Biden ha minacciato di imporre nuove sanzioni devastanti alla Russia. Diverse società statunitensi hanno però chiesto a Biden e ai legislatori cautela nell’imporre ulteriori sanzioni. Un gruppo commerciale che rappresenta la Chevron, la General Electric e altre grandi società statunitensi che fanno affari in Russia ha chiesto alla Casa Bianca di considerare la possibilità di consentire alle aziende di adempiere agli impegni e di soppesare i prodotti esentati in quanto prevede sanzioni. Allo stesso tempo, le grandi compagnie energetiche stanno spingendo il Congresso a limitare la portata e la tempistica delle sanzioni.

L’American Petroleum Institute (API), la più grande organizzazione di lobby degli USA per le perforatrici di petrolio e gas, ha discusso le sanzioni contro la Russia con il Congresso. “Le sanzioni dovrebbero essere il più mirate possibile al fine di limitare i potenziali danni alla competitività delle aziende statunitensi”, ha affermato un portavoce dell’API.


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