Crisi statunitense influenza economie e relazioni internazionali

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Dimitry Medvedev durante un suo discorso ha spiegato di come la crisi statunitense influenza le varie economie dei paesi, nonchè le relazioni con essa. Secondo il vicecapo del Consiglio di sicurezza russo, i problemi interni degli USA, compresi quelli derivanti dall’obsoleto sistema di voto, portano all’imprevedibilità del paese sulla scena globale e alla sua tossicità anche per i suoi alleati, inviando “ondate di instabilità a tutto campo”.

Come è vista dalla Russia la crisi statunitense?

Medvedev è certo che i problemi degli USA li risolvono solo gli americani stessi insieme al buon governo del Paese. “Non vogliamo che gli USA abbiano problemi. La Russia non trae alcun beneficio dai problemi negli USA. E per ragioni pratiche: tali problemi creano ondate di instabilità a tutto tondo che ci sommergono. Uno dei padri fondatori degli USA, Thomas Jefferson, ha giustamente osservato che l’intera arte del governare consiste nell’arte di essere onesti. Ogni elezione è la prova più importante di tale onestà”, aggiungeva Medvedev.


Le relazioni Russia Usa influenzate dalle elezioni statunitensi


Come saranno le relazioni Russia-USA con Biden?

Secondo Medvedev, gli USA perseguono coerentemente una politica anti-russa, anche perché negli ultimi anni, la traiettoria delle relazioni tra Mosca e Washington è in costante discesa. “Indipendentemente da chi è a capo della Casa Bianca. La presidenza di Trump continuava a perseguire una politica di sanzioni contro la Russia. Biden non ha detto nulla di positivo sulla Russia. Al contrario, la sua retorica è sempre apertamente ostile, dura, persino aggressiva. Ha più volte dichiarato: La Russia è la più grande minaccia per l’America in termini di minare la sua sicurezza e alleanze. Inoltre, il team dei Democratici condividono opinioni simili e non interessa a migliorare i legami tra Mosca e Washington”, afferma Medvedev. La Russia, invece, è pronta a lavorare con qualsiasi presidente americano, pronta a ripristinare la cooperazione in vari settori. Tuttavia, non si aspetta passi reciproci dalla nuova amministrazione americana. Ma forse J.Biden tornerà alle cose che erano ancora all’ordine del giorno della loro agenda comune, come il controllo degli armamenti.

Medvedev: la crisi statunitense un fattore destabilizzante per l’economia mondiale

“Il ruolo speciale degli USA nell’architettura delle relazioni internazionali, ci porta all’analisi delle conseguenze delle elezioni per la politica e l’economia mondiale. Ovviamente, hanno un impatto diretto sullo sviluppo globale. Tutto il resto, con alcune riserve, può essere liquidato come una questione interna degli stessi USA. Le conseguenze esterne sono una questione comune. Nel 2000 la vittoria di G. Bush Jr. ha causato una significativa, anche se a breve termine, volatilità nei mercati azionari. Un tale fenomeno è possibile anche in caso di shock simili a quello attuale, che naturalmente provoca equi timori. E’ interessante sapere quale sarà la politica economica di J. Biden. E questa politica si forma spesso sulla base della tesi l’importante non è essere come Trump”, afferma Medvedev.


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