Crisi idrica globale: il “giorno zero” è sempre più vicino

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Foto di Tibor Janosi Mozes da Pixabay

Secondo le Nazioni Unite oltre 3,5 miliardi di persone in tutto il mondo vivono in aree con problemi d’acqua, e questo numero sarebbe destinato almeno a raddoppiare entro il 2050. Il riscaldamento globale ed i continui cambiamenti climatici accelerano ancora di più questo processo, e ci stanno velocemente portando verso una importante crisi idrica. Bisogna agire ora.

Come influisce il riscaldamento globale sul ciclo dell’acqua?

Il ciclo dell’acqua distribuisce continuamente l’acqua dai nostri oceani all’atmosfera, al suolo, ai fiumi ed ai laghi, per poi farla tornare a mari ed oceani. L’aumento costante delle emissioni di gas a effetto serra degli ultimi decenni ha intrappolato nell’atmosfera una quantità importante di energia solare sotto forma di calore; questo calore viene di riflesso immagazzinato negli oceani e va ad incidere sulla temperatura dell’acqua e sulla sua circolazione. Lo scioglimento dei ghiacci, inoltre, fa aumentare la quantità di acqua dolce che affluisce nei mari, modificandone ulteriormente le correnti. Questi cambiamenti hanno provocato nel corso degli anni delle modifiche nella distribuzione degli ecosistemi marini locali, oltre ad una diminuzione della salinità delle acque e ad un loro impoverimento di ossigeno.

E i cambiamenti climatici?

I cambiamenti climatici stanno aumentando i livelli di vapore acqueo nell’atmosfera rendendo la disponibilità di acqua meno prevedibile; potranno esserci temporali e rovesci di pioggia intensi in alcune zone, periodi di estrema siccità in altre. Il caldo estremo inoltre, sempre più frequente, porta a più elevati tassi di evaporazione, contribuendo a ridurre la disponibilità idrica.

Il rischio di una crisi idrica globale

Secondo il Rapporto mondiale delle Nazioni Unite sullo sviluppo delle risorse idriche, entro il 2030 il mondo potrebbe affrontare una carenza idrica mondiale del 40%. L’uso globale di acqua, infatti, sarebbe aumentato di oltre 6 volte negli ultimi 100 anni, e continua a crescere progressivamente a causa dell’aumento della popolazione e del cambiamento dei modelli di produzione e consumo di risorse. Inoltre, gli eventi climatici estremi sono quasi raddoppiati dal 2010 ad oggi, provocando inondazioni e siccità che sono decisamente nemiche, per esempio, dell’agricoltura.

Il “giorno zero”

Il termine “giorno zero” è apparso nelle cronache nel 2018, quando il governo di Città del Capo, Sudafrica, fece la previsione di un giorno imminente in cui tutti i cittadini della città non avrebbero più avuto acqua dai loro rubinetti. Da allora questa parola compare frequentemente quando si parla di crisi idrica: se non agiamo subito per fermare questo processo, progressivamente ogni Paese del Mondo si troverà ad affrontare il proprio “giorno zero” e a dover fare i conti con la mancanza di acqua potabile.

Obiettivi di sviluppo sostenibile: l’impatto della pandemia

Il goal 6 dell’Agenda 2030 per prevenire la crisi idrica

L’ Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile non è altro che un piano d’azione per raggiungere 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile entro il 2030; tra questi c’è anche il goal numero 6: “garantire accesso universale all’acqua potabile ed ai servizi igienico-sanitari”. Per raggiungere questo risultato i Paesi firmatari si sono impegnati a cercare soluzioni intelligenti per il clima che affrontino e riducano lo stress idrico, partendo dalla collaborazione da parte delle grosse aziende: “le imprese hanno un ruolo chiave per aiutare ad aprire la strada verso la resilienza idrica, grazie alla loro influenza ed alle risorse che possono mettere a disposizione per accelerare il processo”. Un punto di partenza importante, ma che servirà davvero solo se ognuno di noi imparerà a fare la sua parte; l’acqua è fonte di vita, non sprechiamola.