Crisi del Tigray: aumentano i combattimenti e le vittime

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La crisi del Tigray ha avuto un’escalation negli ultimi giorni. Le organizzazioni internazionali segnalano pesanti combattimenti, vittime e migliaia di sfollati

Crisi del Tigray: come prosegue il conflitto?

La crisi del Tigray continua a sconvolgere l’Etiopia. Le operazioni militari, disposte dal capo del governo Abiy Amhed, stanno mettendo a ferro e fuoco l’intera regione tigrina. il TPLF, partito attualmente al governo nella regione, ha annunciato di voler continunare i combattimenti contro le forze militari governative. Secondo quanto riferito dal governo di Addis Abeba, i pesanti bombardamenti degli ultimi giorni hanno permesso la conquista di gran parte del Tigray occidentale. Le comunicazioni in tutta la zona sono interrotte. Assente la linea internet, bloccata, secondo fonti locali, dal governo nazionale. Ong e osservatori internazionali denunciano l’impossibilità, dovuta all’assenza di canali di comunicazione, di avere un quadro preciso della situazione umanitaria.

Bombardati aeroporti in Eritrea

Secondo quanto riferito dai media internazionali, almeno due missili, lanciati dal Tigray avrebbero il 13 novembre raggiunto l’Eritrea. I razzi hanno raggiunto la zona della capitale Asmara. Gebremichael Debretsion, presidente del Tigray e leader del TPLF ha rivendicato l’azione. Nel giustificare il lancio, il governatore ha accusato l’Eritrea di dare supporto logistico alle forze etiope concedendo loro anche gli aeroporti. Gran parte degli aerei da combattimento partirebbero infatti da Asmara. I bombardamenti in Eritrea potrebbero portare in breve tempo a un allargamento del conflitto.

Crisi del Tigray: Abiy nomina nuovo governatore

Dopo aver comunicato la conquista della zona occidentale del Tigray, il presidente Abiy Ahmed ha annunciato di aver revocato il mandato presidenziale di Gebremichael Debretsion, sostituendolo con Mulu Nega, funzionario vicino al governo. Questa scelta ha irritato notevolmente i membri del TPLF, determinati a continuare i combattimenti contro le forze governative.

Crisi del Tigray: le organizzazioni internazionali danno l’allarme

La crisi del Tigray preoccupa le organizzazioni non governative e gli enti che si occupano di rispetto dei diritti umani. I media locali e internazionali, da giorni, denunciano l’impossibilità di avere informazioni certe a causa del blocco dei canali di telecomunicazione attuato dal governo.

L’Onu chiede un’inchiesta internazionale

Le Nazioni Unite stanno monitorando la situazione etiope. In particolare, L’Alto Commissariato per i diritti umani ha chiesto lo svolgimento di un’inchiesta sull’uccisione di civili tigrini nel corso del conflitto in atto. Amnesty International sostiene che decine di civili sarebbero stati uccisi a colpi di machete lo scorso 9 novembre nella città tigrina di May-Kadra. La stessa organizzazione sostiene di essere in possesso di video e testimonianze dirette sulle violenze che avvengono nella regione.

L’assenza di dati certi

La crisi del Tigray, che da dieci giorni ormai sta sconvolgendo l’Etiopia, rischia di allargarsi ad altri paesi dell’Africa orientale. L’attacco, da parte delle forze tigrine, degli aeroporti eritrei, è un ulteriore segnale della possibilità che il conflitto possa estendersi ad altre zone. La decisione del premier etiope Abiy Amhed, premio Nobel per la pace, di interrompere tutte le telecomunicazioni nel Tigray, non consente alla comunità internazionale di avere un quadro completo della situazione. Quante vittime? Quanti sfollati?

L’Etiopia sta svolgendo operazioni militari nel Tigray