Crisi chip: la Tesla e il suo approccio diverso

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Torniamo, come ormai da mesi, a parlare della crisi chip. Come tutte le altre aziende anche Tesla deve farvi fronte, ma non come gli altri.

Come sta affrontando Tesla la crisi chip?

La casa automobilistica Tesla ha ottenuto ottimi risultati nel terzo trimestre del 2021, con il record di consegne. In un momento in cui tutte le aziende sono vittime della crisi chip, però, Tesla ha forse trovato il modo di approcciare il problema.


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Un settore bisognoso di innovazione

“La strategia di Tesla per superare la carenza di semiconduttori non è un segreto” è la ricostruzione di Teslarati.com. “Alla conclusione del secondo trimestre del 2021, Tesla aveva dichiarato come il suo team avesse dimostrato una capacità senza precedenti di reagire rapidamente e mitigare le interruzioni della produzione causate da carenze di semiconduttori. Tesla è stata in grado di farlo utilizzando software e nuovi microchip per costruire i suoi veicoli. Sebbene i risultati di produzione e consegna del terzo trimestre 2021 di Tesla siano la prova che la flessibilità e un notevole grado di integrazione verticale siano fondamentali per superare la crisi globale dei semiconduttori, mostrano anche che il settore automobilistico ha un disperato bisogno di innovazione”.

Su esempio di Intel

A spiegare la situazione è Pat Gelsinger, Amministratore Delegato di Intel. Il settore automotive, ha affermato, utilizza spesso dei “chip primitivi”: in caso di aumento della domanda, questi vengono indirizzati ad altri mercati. Quelli dell’elettrodomestico, ad esempio. Alcuni di questi transistor sono una merce rarissima, ma esistono da 10 o 15 anni. Fondamentalmente, se le case automobilistiche utilizzassero chip più recenti, la carenza di semiconduttori non sarebbe così devastante.

Tesla produce i suoi chip

Tesla fa proprio questo: usa i chip di nuova generazione, o li studia per conto proprio, così come altri marchi (Rivian, Lucid, Nio). L’obiettivo sarebbe di sfruttare questa capacità tecnologica per convincere i fornitori a studiare qualcosa di dedicato. Tesla in questo modo cade sempre in piedi: se anche un fornitore fallisse, ad esempio, sarebbe possibile creare qualcosa di similare, ma ugualmente efficace. Ciò che è necessario, insomma, sarebbe un adeguato investimento nel software e nell’elettronica.