Crisi autotrasporto: Italia nel segno dei camion fermi

Cause e conseguenze di un fenomeno che rischia di paralizzare l'economia del nostro Paese

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Autista ferma Tir in corsia

Certa stampa già considera il 15 ottobre come una sorta di giorno del giudizio. L’approvazione delle nuove disposizioni sul Green Pass potrebbe, secondo alcuni, scatenare una crisi dell’autotrasporto nella nostra Italia. In verità, non è così semplice. Il settore risente di alcune criticità che sono nate ben prima del passaporto vaccinale, già di per sé controverso. Cerchiamo di fare luce su questo fenomeno che, senza troppe esagerazioni, possiamo considerare una crisi di sistema.

Cosa ha causato la crisi dell’autotrasporto in Italia?

Questa situazione nasce da una combinazione di fattori. In primis, occorre sottolineare che la maggior parte di chi lavora nel settore, i camionisti, sono cittadini stranieri, provenienti soprattutto dall’Europa dell’Est. Con il lockdown, molti di questi lavoratori sono rientrati in patria, dopo le riaperture hanno deciso di non tornare in Italia. Quindi, le aziende di trasporto su gomma si sono ritrovate quasi senza manodopera. Anche altri paesi hanno lo stesso problema: il Regno Unito ha bisogno disperato di camionisti, anch’essi perlopiù stranieri. Le chiusure da Covid e la Brexit hanno esasperato il fenomeno, tanto che le aziende sono disposte a pagare cifre folli pur di disporre di un autista. Non solo non c’è manovalanza, ma quella poca che c’è se ne va per altri lidi! Tutta questa mancanza è arrivata nel momento sbagliato. Dopo le riaperture l’economia è ripartita di slancio. Anche troppo, visto che una nave si è incagliata nel canale di Suez, e i porti sono ingolfati da troppi container. Container che, tra le altre cose, hanno raggiunto tariffe di noleggio da infarto, con rincari anche del 500%. Questo, unito all’aumento del costo dell’energia e delle materie prime, hanno contribuito all’esplodere di una crisi in parte già esistente.


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Il nodo del Green Pass

Alla luce dell’analisi fatta sopra, il Green Pass ha un ruolo solo parziale in questo bel casino. Certo è che la normativa attuale non agevolerà le cose, anzi. Molti camionisti dell’Est Europeo non vogliono tornare in Italia, e quei pochi che vogliono tornare…non possono farlo. Infatti, da oggi il Green Pass è obbligatorio per lavorare, ma chi non è vaccinato non lo può avere. E non lo ha nemmeno chi è stato inoculato con il vaccino russo Sputnik, non riconosciuto nel nostro Paese. Insomma, la nuova legge vaccinale non è causa principale della crisi, ma rischia di aggravarla. Sarà importante che il governo trovi una quadra, incentivando il lavoro del trasportatore in ogni modo possibile e aprendo anche a delle eccezioni per quanto riguarda il Green Pass. E soprattutto, deve fare molta attenzione a non tirare troppo la corda, perché un eventuale sciopero generale dei camionisti e dei trasportatori in generale (il settore portuale lo ha già annunciato) può facilmente mettere in ginocchio un’intera generazione. Citofonate a Francia e Cile, se non ci credete…