Crimini d’odio: negli USA livello maggiore da 12 anni

A confermarlo è un recente rapporto dell’FBI

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Crimini d'odio negli USA

Secondo un recente rapporto dell’FBI, i crimini d’odio negli USA nel 2020 sono complessivamente aumentati del 6% rispetto all’anno precedente. Si tratta de più alto livello di assalti si questi tipo mai registrato da 12 anni a questa parte. Il procuratore generale statunitense Merrick Garland ha fatto sapere che questa tematica costituirà “una delle massime priorità del Dipartimento di Giustizia”.

Quali sono i dati sui crimini d’odio negli USA rilasciati dall’FBI?

I crimini d’odio sono di molto aumentati negli USA. Ad attestarlo è un rapporto dell’FBI, secondo cui il tasso di crimini di questo tipo ha raggiunto il suo più alto livello da 12 anni a questa parte. Il Federal Bureau of Investigation ha raccolto i dati del 2020 da più di 15mila agenzie di polizia. È emerso che lo scorso anno le forze dell’ordine hanno identificato ben 7.759 crimini d’odio, con un aumento pari al 6% rispetto al 2019. Trattasi inoltre del numero più alto dal 2008. Nel particolare, gli assalti contro le persone di colore cono aumentati dalle 1.930 alle 2.755 unità (+40% rispetto al 2019). Per quanto riguarda invece gli assalti contro la comunità asiatica, si attesta un incremento pari al 70% rispetto al 2019, con un dato che passa dalle 158 alle 274 unità. Gli attacchi contro cittadini bianchi sono invece aumentati del 16%.

Un dato relativamente migliore di registra nei crimini d’odio legati alle persone musulmane o della comunità ebraica. Quest ultimi sono diminuiti rispettivamente del 42% e del 30%.

Garland: lotta a questi assalti “una delle massime priorità” del DOJ

Visto l’incremento vertiginoso di questi episodi, Washington ha fatto sapere che costituiranno una delle priorità nell’ambito della giustizia. Il procuratore generale degli Stati Uniti Merrick Garland ha dichiarato in un comunicato: “Prevenire e rispondere ad odiare i crimini d’odio e incidenti è una delle massime priorità del Dipartimento di Giustizia”.  Garland ha spiegato che la maggior parte dei crimini d’odio registrati è motivata da etnia, identità di genere o discendenza. “Questi numeri confermano ciò che abbiamo già visto e sentito da comunità, avvocati e forze dell’ordine in tutto il Paese. E questi numeri non tengono conto dei molti crimini d’odio che non vengono denunciati”. Sono infatti molti a sostenere che il numero di crimini d’odio effettivi sia di fatto maggiore di quelli registrati, poiché non tutti denunciamo accaduti di questi tipo. Secondo attivisti e legislatori, la polizia locale non è del tutto in grado di identificare e classificare tali crimini.


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