Crescita delle foreste spontanee e riforestazione

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La crescita delle foreste tropicali in America ed Africa, secondo gli studi dell’Università di Wageningen, porta segnali di ripresa incoraggianti. A fronte di ciò, emerge una rigenerazione maggiore per le aree spontanee, rispetto alle zone in cui è intervenuto l’uomo.

Crescita delle foreste: un segnale positivo?

Dalle ricerche ambientali delle foreste tropicali, i ricercatori dell’Ateneo di Wageningen giungono alla rivelazione, di una decisa ripresa dell’ecosistema. Di fatto, il meccanismo di ricrescita per piante e nel complesso anche per biodiversità, avviene in tempistiche minori per i territori secondari, senza intervento umano. La spiegazione è attribuibile a molteplici fattori, attraverso le dinamiche del fenomeno di “successione secondaria”, in cui traggono beneficio la biodiversità e le varie tipologie di suoli.

Per quanto concerne i territori forestali spontanei, nelle ricerche universitarie ambientali di Wageningen, risulta una crescita importante di tali aree, dopo le deforestazioni. Sulle tempistiche necessarie per la ripresa delle foreste, la rigenerazione di tali aree richiede 20 anni, per ritornare ad essere parte integrante delle stesse. Affinché questo sia fattibile, è necessaria la distanza dell’uomo sugli interventi di riforestazione, senza alcuna intromissione nel processo di riequilibrio naturale dell’ecosistema.

Crescita delle foreste: la riforestazione

La riforestazione diviene una procedura per mano dell’uomo, conseguente alla sua azione di deforestazione precedente, dove rimane gran parte delle volte solo distruzione. Ma il tentativo dell’uomo, di riparare in qualche modo ai disboscamenti, non favorisce sempre la crescita delle foreste. Di fatto, tale procedura non diviene un mezzo di ripristino dell’ecosistema forestale, in quanto non denota alcuna efficienza. A ragion per cui, gli studiosi evidenziano l’importanza del meccanismo, noto come “successione secondaria”, dove in primis la flora e la fauna agevolano la rigenerazione forestale.

Inoltre, essendo ambedue indispensabili nel risanamento ambientale dell’ecosistema, lo stesso non è fattibile invece, con l’intervento umano. Soltanto dopo un’attesa di vent’anni, secondo i ricercatori, le foreste tropicali riescono a recuperare forse un 80% di ripristino iniziale. Mentre percentuali maggiori sono riconducibili alla presenza di un suolo in stato ancora ottimale, che risponde alla crescita in meno di 10 anni. Tuttavia, un appropriato funzionamento delle piante richiede oltre 20 anni e per la biodiversità servono da 25 a 60 anni.

Poi, per raggiungere più o meno gli stessi valori, la biomassa impiega oltre i 100 anni, trattandosi in prevalenza di valori medi in riferimento ai siti forestali, che mutano con gli ecosistemi. Il fenomeno della “successione arrestata” colpisce alcuni territori, dove la difficoltà di ripresa forestale riguarda la successione secondaria. Tra le cause dell’impedimento di crescita delle foreste, vi sono nel terreno erbe dannose o in prevalenza legnose nella parte del sottosuolo.

L’impegno del WWF

Nella crescita delle foreste, l’uomo interviene sulle aree da lui deforestate, ormai compromesse. Come cause scatenanti i disboscamenti, le principali motivazioni sono attribuibili per incendi o per ottenere legname, ma anche per ricavare terreni agricoli o terre per i pascoli. Nel mondo, diverse organizzazioni a tutela dell’ambiente, intervengono da anni in progetti di rigenerazione forestale, per favorire la ricrescita dell’ecosistema. Dagli studi, le notizie incoraggianti sulla crescita delle foreste, riguardano aree prevalentemente distrutte, ed in ripresa con l’ecosistema grazie al processo di riforestazione.

Ma, la foresta non si compone solo da alberi, piuttosto dall’insieme dell’ecosistema, in prevalenza da specie animali e vegetali. Da qui, alla risposta di ripresa della parte superficiale della foresta, consegue anche l’unione della parte originaria, che deve mostrare una minima quantità inalterata. A fronte di ciò, con un habitat naturale devastato, vi sono poche possibilità sul riequilibrio forestale.

Il WWF da sempre attivo nella salvaguardia dell’ambiente, opera in Amazzonia per la rigenerazione della foresta peruviana. A Madre de Dios, con la riforestazione, sono stati ricostruiti centinaia di ettari di foresta, mentre in Congo, il WWF tutela la “casa” di scimmie ed elefanti di foresta, contro il bracconaggio ed il disboscamento illegale. Seguono Brasile e Paraguay, con i progetti a sostegno degli ecosistemi forestali terrestri più ricchi al mondo per biodiversità, in cui la riforestazione ha rigenerato 167 ettari di boschi.