Crescere con i libri: letture di ieri e di oggi

Letteratura per giovanissimi tra classici intramontabili e nuovi titoli

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La lettura costituisce un momento di formazione insostituibile per i bambini, indispensabile per crescere e diventare grandi. Le storie di cui si legge nei libri di narrativa permettono infatti di vivere esperienze uniche nel loro genere, difficilmente sostituibili e rimpiazzabili. Per quanto possano apparire mediati dalla parola stampata e solo virtuali, emozioni e sentimenti trasmessi attraverso le narrazioni tendono ad apparire autentici al lettore, tanto che spesso il confine tra realtà e finzione gli appare labile e sfumato. Tutto ciò è ancora più vero quando questo è un bambino.

Funzione pedagogica della lettura

In questo caso, infatti, la prassi della lettura acquisisce un valore maieutico assai particolare, giacché è utile affinché il bambino, nella sicurezza della finzione letteraria, costruisca e metta alla prova quella sensibilità che sarà per lui indispensabile, e messa assai più a dura prova, nel momento in cui interagirà in modo sempre più complesso con gli altri – coetanei e non – nel mondo, quello reale.

La letteratura può fungere dunque da palestra per imparare a gestire e coltivare la propria interiorità e per acquisire gradualmente quella consapevolezza utile per gestire e comprendere se stessi e gli altri.

Crescere tra classici di ieri e nuovi titoli

Cosa far leggere ai bambini, dunque, affinché possano condurre al meglio questo particolare percorso di crescita? Esistono dei filoni di narrativa di genere detti letteratura per l’infanzia e letteratura per ragazzi rivolti a un pubblico di lettori giovanissimi, differenziati per età. I testi letterari entrati nei canoni di questi filoni sono classici famosissimi che tutti noi conosciamo e abbiamo imparato ad apprezzare; tuttavia, nelle fila di questi particolari generi letterari fanno la loro comparsa anche nuovi titoli, dai contenuti spesso molto attuali.

Il piccolo principe

Sono molti i libri che vengono in mente quando si pensa ai classici per i giovanissimi.
Ne è un esempio Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry. Si tratta di uno dei libri più venduti e tradotti al mondo, grazie alla storia che mette in luce i valori che vorrebbero essere d’insegnamento ai ragazzi.

Il narratore racconta della sua disavventura come aviatore nel mezzo del deserto africano, dove incontra il Piccolo Principe. Egli arriva da un altro pianeta: curioso ed affascinato dal mondo come solo i bambini sanno essere, stringe amicizia con l’uomo. Gli racconta il suo viaggio per arrivare sulla terra, durante il quale ha fatto bizzarre conoscenze di uomini e animali.

Le tematiche che vengono messe in evidenza sono l’infanzia e l’amicizia. La prima viene dipinta come il periodo più bello della vita di ogni persona. La seconda è invece un valore irrinunciabile, elemento costitutivo di qualsiasi rapporto, breve o lungo che sia.

Le avventure di Pinocchio

Un altro classico intramontabile per bambini è Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi. In questo libro viene narrata la storia di Pinocchio, il bambino-burattino creato nel laboratorio di Geppetto. Pinocchio si dimostra da subito incline a disobbedire e nella sua indisciplinatezza vive avventure e disavventure inimmaginabili.

In tutte le sue esperienze, tra cui la conoscenza del Grillo Parlante, l’inganno della coppia di truffatori il Gatto e la Volpe e l’incontro provvidenziale con la Fata turchina, il segno distintivo del burattino è il naso che si allunga a dismisura non appena dice una bugia. Il racconto dal lieto fine presenta al lettore la metafora dell’individuo burattino in balia degli eventi e del destino che attraverso tutto questo ricerca la dignità di essere uomo.

L’elemento fantastico è il lato più accattivante per i giovanissimi, che con la storia in questione si approcciano alla morale che l’autore vuole proporre. Questa, in ultima analisi, è che, come Pinocchio sul finale della vicenda, bisogna essere buoni figli, rispettosi degli insegnamenti dei propri genitori, nonostante l’ingenuità fanciullesca li faccia spesso apparire come insopportabili.

La gabbianella

Luis Sepúlveda ci ha regalato un altro classico proposto molto spesso tra le letture per ragazzi. Si tratta della sua celeberrima opera Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare. Il titolo eloquente presenta i protagonisti della vicenda: si tratta del gatto Zorba e della piccola di gabbiano, Fortunata, che viene salvata, cresciuta ed accudita dal felino. Il gatto e tutti i suoi compagni a quattro zampe diventano la famiglia della gabbianella.

Quest’ultima vive dapprima in completa sintonia con i suoi nuovi amici, ma si rende ben presto conto delle loro diversità: trattandosi di un gabbiano, è quindi necessario che impari a volare. Superate le inadeguatezze e le insicurezze iniziali, il gatto fa sì che la piccola acquisisca la sicurezza fondamentale affinché voli, e quando finalmente ciò accade, la storia può dirsi conclusa.

George

Veniamo adesso a un nuovo titolo. La storia raccontata nel romanzo George di Alex Gino è quella di un “bambino rosa”, una bambina imprigionata nel corpo di maschio. Questa natura viene inizialmente tenuta nascosta agli adulti che circondano il protagonista, fino a quando non decide di partecipare alla recita scolastica.

Il suo obiettivo è quello di interpretare la protagonista femminile della rappresentazione, svelando così a tutti ciò che fino a quel momento aveva tenuto per sé. Da sottolineare è l’attento uso del linguaggio per rispettare la correttezza di pronomi maschili e femminili, reso al meglio anche nella traduzione italiana a cura di Matteo Colombo.

C’è qualcosa di più noioso che essere una principessa rosa?

Passiamo, infine, a un secondo nuovo titolo, anch’esso a tema gender. La casa editrice Settenove, nata in Italia per una maggiore consapevolezza delle tematiche gender, propone il testo C’è qualcosa di più noioso che essere una principessa rosa? dell’autrice Raquel Diaz Reguera. Il filo conduttore del racconto è anticipato dal titolo stesso: le bambine non vogliono essere costrette a identificarsi con il colore rosa tipicamente associato al sesso femminile.

È più opportuno che siano loro, le bambine, a scegliere i colori con cui vestirsi e con cui si sentono più a proprio agio e, per estensione, non saranno costrette a giocare con le bambole, ma potranno fare giochi considerati genericamente maschili. La lettura di questo scritto dimostra di essere illuminante sia per i più piccoli che per i loro genitori. In questo modo, la visione di questi ultimi potrà passare dal binarismo per opposizione a una realtà più fluida e sfaccettata.

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