Cremlino: Mai a livelli cosi bassi le relazioni con gli Stati Uniti

Europa, Francia e Germania sono preoccupate per un possibile dispiegamento di missili sul loro territorio. Non ostante ciò l'idea Russa di una moratoria è stata respinta

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Situazione nel 2020

Il 2020 porta molte sfide alle relazioni russo-americane, che sono ancora un barometro del benessere di tutto il mondo. Le due potenze, nucleari non possono ancora decidere il destino di START-3. I negoziati sulla stabilità strategica sono stati messi da parte. La situazione pre-elettorale ha impedito al presidente americano di concentrarsi sulla politica estera. E’ in discussione anche il Trattato di non proliferazione delle armi nucleari.

Il ritiro degli Stati Uniti dal trattato sui missili a medio e corto raggio causa molti problemi a livello di relazioni tra i due paesi. Durante la guerra fredda, la questione del controllo delle armi era un tema importante. Tema che godeva di “immunità” da tutte le altre “malattie” nelle relazioni bilaterali. Entrambe le parti ritengono importante ridurre il livello di minaccia militare. All’epoca, i militari sovietici capirono che il Pershing-2, era una vera minaccia.

Le preoccupazioni di un Europa sul nucleare

Nel 2020, minacce di questo tipo diventano di nuovo piuttosto reali. Europa, Francia e Germania sono preoccupate per un possibile dispiegamento di missili sul loro territorio. Non ostante ciò l’idea Russa di una moratoria è stata respinta. Se la corsa agli armamenti dovesse aver luogo, con nuovi missili dispiegati negli Stati Uniti, possiamo dire addio a quella tranquillità durata 30 anni. Tranquillità ritrovata con l’accordo URSS – USA sul nucleare. Speriamo che gli Stati Uniti e la Russia siano in grado di realizzare alcuni scambi di informazioni cosi da rafforzare la fiducia.

Le soluzioni possibili

Uno dei problemi principali sarà il destino del Trattato sulle armi strategiche offensive, che è in stato di sospensione. Scade nel febbraio 2021, ma potrebbe essere prorogato di cinque anni. “Questa è una buona vittoria sia per gli Stati Uniti che per la Russia. Ha detto recentemente l’ex ambasciatore americano in Russia Michael McFaul, ed è difficile non essere d’accordo con questa affermazione. Per il momento, non vi è alcuna reazione alle richieste di Mosca di avviare un dialogo e di estendere il trattato.

La questione Iran

Anche nel 2020 la politica estera USA si concentrerà sull’Iran. Il quale rispetta in generale il regime di non proliferazione, dimostra la possibilità di uscirne aumentando gradualmente il livello di arricchimento dell’uranio. Il fatto che i paesi europei e la Russia abbiano una posizione comune su questo tema aggiunge un po’ di conforto. Tuttavia, non si sa ancora quanto durerà questa unità. Gli europei, avendo perso contratti multimiliardari sul mercato iraniano a causa delle sanzioni statunitensi, cominciano ad accusare l’Iran di azioni aggressive dopo Washington.

Le relazioni tra gli Stati Uniti e l’Iran diventate conflittuali nell’ultimo anno e, sebbene sia stato evitato un conflitto aperto, il confronto è tutt’ora attivo. La Russia e gli Stati Uniti potrebbero ridurre il grado di tensione in questo caso. Va detto che il primo mandato del presidente Trump, a differenza dei suoi predecessori, è ancora in corso senza guerre. Probabilmente, si asterrà dal conflitto per tutto il 2020.


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La Russia, uno Stato “Tossico”

Ma mentre i Democratici alla Camera bassa sostengono il controllo delle armi, i Repubblicani al Senato sono contrari a qualsiasi accordo. Per quanto riguarda Trump, la sua posizione non è invidiabile. Accusato in un procedimento d’impeachment nella camera bassa, è sotto pressione, le sue mani sono legate a qualsiasi trattativa con Mosca.

Il motivo è semplice – negli Stati Uniti la Russia è considerata uno Stato “tossico”, che ha annesso la Crimea e sta cercando di “spezzare” l’Ucraina. La Crimea è passata sotto la giurisdizione russa dopo il referendum del 2014. l’Ucraina sostiene l’interferenza russa negli affari interni dello Stato. Mosca ha ripetutamente sottolineato che Kiev non ha prove, insistendo che non è parte del conflitto interno.

Le guerre di “informazione ibrida” nelle relazioni russo-americane continueranno. Includeranno l’accusa che Mosca potrebbe essere la prima a lanciare un “attacco nucleare limitato”, seguendo il concetto di “escalation per il bene della de-escalation”. Nel 2020 confermate le sanzioni in vari settori che, dovrebbero colpire il debito nazionale russo.

Una delle ultime dichiarazioni degli Stati Uniti, il possibile “coinvolgimento” della Russia nei disordini in molte città americane. E per ultimo le ricompense che i Russi avrebbero dato ai Talebani per uccidere il più possibile soldati della coalizione in Afganistan.

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