In questa e in altre vite, credere in qualcosa è diventato molto di più di un semplice atto di fede. È diventato un’ossessione che va oltre le nostre aspettative, la consapevolezza di noi stessi e dei mezzi che abbiamo a disposizione.

Parte Consapevole

Cerchiamo di conoscere noi stessi più in profondità, di “trovare degli spunti intellettuali” che ci consentano di affrontare diversi temi e argomenti, che ci permettano di affrontare le nostre aspettative e i nostri successi personali. Spesso ci lasciamo trascinare da tendenze. Che in tal modo travalicano la necessità di affrontare la nostra realtà quotidiana, rischiando di affogare in esse. Ci dimentichiamo della nostra parte più spirituale, lasciandoci accecare dal desiderio per i beni materiali, per un piacere effimero che svanisce in poco tempo e ci lascia insoddisfatti e svogliati. 

La conoscenza

La conoscenza è sì una buona base di partenza ma, molto spesso, forti di una presunta conoscenza, sopravvalutiamo i mezzi che abbiamo a disposizione, ci vantiamo di essere molto di più di quel che siamo. L’arroganza tipica del nostro tempo ci porta ad avere una concezione del tutto sbagliata e sopravvalutata di noi stessi e del mondo che ci circonda, togliendoci la reale consapevolezza di ciò che siamo e del nostro posto nel mondo. I nostri pensieri divengono così inquieti, ci impediscono di socializzare e di confrontarci, ci danno l’illusione di essere superiori e avere già tutte le risposte che ci servono. 

I Grandi

Denzel Washington, in occasione della consegna dei diplomi agli studenti di un’università americana, fece ai ragazzi un discorso toccante, parlando di Dio come di un punto fermo nella sua vita, invitandoli a tenerLo sempre al primo posto. Chiese loro se le loro azioni, ciò che avevano costruito attorno a loro, erano stati fatti con la consapevolezza di avere Dio al loro fianco e spiegò che, nonostante ci fossero stati momenti della sua vita in cui aveva perso la fede, era certo che Dio, invece, fosse rimasto sempre con lui. 

Denzel disse agli studenti di cercare di essere sempre umili, di non cedere al richiamo del denaro e del potere, di non vedere in lui solo un uomo di successo ma, piuttosto, una persona che ha fatto un cammino di vita avendo sempre Dio al suo fianco

Forse proprio questo è uno dei problemi principali che si devono affrontare oggi: si cerca sempre di arrivare al successo, di avere di più, dimenticandosi di essere umili, scordandosi che Dio è al nostro fianco, pronto ad aiutarci e sostenerci. Come ha affermato giustamente Denzel Washington, dovremmo mantenere viva la fede in Dio che alberga dentro noi stessi e rimanere umili, mentre ci impegniamo per raggiungere i nostri obiettivi. 

La società

 Viviamo in una società frenetica. Dove il continuo movimento, dove tutti vogliono arrivare, ottenere di più di ciò che hanno e di cui hanno realmente bisogno. In questa situazione, è facile perdere la fede e, con essa, sè stessi. Ci dimentichiamo di essere grati a Dio per ciò che ci ha donato, e che ha promesso di donarci. 

Se falliamo in qualcosa, viviamo questo fallimento come una tragedia, non siamo capaci di reagire, di ricominciare, imparando dai nostri sbagli, perché non abbiamo più niente in cui credere“. Se crediamo in Dio, se crediamo che lui è vicino a noi anche nei momenti più bui, possiamo trovare la forza per rialzarci e tornare a lottare per ciò in cui crediamo. È vero che a volte un fallimento rimane fine a sè stesso. Ma non è detto che non ci insegna niente, ma se abbiamo la consapevolezza di avere qualcuno al nostro fianco, sarà più facile per noi rialzarci. 

Ma se non crediamo? Possiamo vivere la nostra vita con umanità, con dei valori solidi, se non crediamo in Dio? Possiamo trovare in noi stessi la forza di rialzarci e andare avanti? Una risposta a queste domande ci arriva dal pensiero di Margherita Hack, che è stata una delle più illustri scienziate del nostro tempo.

Margherita Hack era razionalista e atea. Lei non credeva in Dio ma credeva che ogni essere umano dovesse avere una sua etica, dei valori con i quali misurare la propria vita e le proprie azioni, a prescindere dalla propria fede religiosa. Secondo lei Cristo, che, nella sua visione, non era figlio di Dio ma era stato comunque un grande maestro di vita per tutta l’umanità, ci ha lasciato due insegnamenti fondamentali: “amare il prossimo come noi stessi e non fare agli altri ciò che non si vorrebbe venisse fatto a noi

Anche se Dio offre una risposta a molte nostre domande, è un porto sicuro nella tempesta, bisogna ricordarsi che l’umanità, nei confronti di sè stessi e degli altri, la si deve avere anche se non si crede in Lui

La scrittura

Tiziano Terzani, famoso giornalista e scrittore, scriveva che “L’unico vero maestro non è in nessuna foresta, in nessuna capanna, in nessuna caverna di ghiaccio dell’Himalaya…È dentro di noi!“. Vittorio Arrigoni, attivista e scrittore ucciso a Gaza, grande estimatore degli scritti di Terzani, concludeva sempre i suoi interventi con la frase: “Restiamo umani, anche quando intorno a noi l’umanità pare si perda“. Due frasi intense, pregne di significato, che ci fanno capire che per avere dei valori non bisogna per forza credere in Dio.  

Ma allora cosa è più giusto: credere o non credere? Abbiamo davvero bisogno di credere per vivere la nostra vita con pienezza?

È difficile, forse impossibile, dare una risposta giusta a questa domanda. 

Cosa dire?

La verità, probabilmente, sta nel mezzo: dobbiamo credere per trovare un equlibrio e vivere meglio la realtà che ci circonda, non credere e mantenerci obiettivi, per rimanere in contatto con la nostra parte più intellettuale.  

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