Costruttori di pace in un mondo allo sbando

La Comunità di Sant'Egidio ha rinnovato l'accordo con l'Associazione laica buddista Rissoh Kosei-Kai in favore dell'Africa

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La Comunità S.Egidio da sempre in prima linea per offrire il suo aiuto dove c’è più bisogno ha rinnovato l’impegno condiviso con l’Associazione laica buddista Rissoh Kosei-Kai, in questo momento d’emergenza. Le conseguenze del covid -19 sono state devastanti, soprattutto in quei paesi dove bisogna essere costruttori di pace perchè la fame e le guerre hanno distrutto le speranze. L’appello congiunto delle due realtà umanitarie, che cooperano a favore dell’Africa con l’accordo firmato il 2 novembre 2016, è chiaro. Rifacendosi alle parole di Papa Francesco, “siamo fiduciosi che potremmo costruire “pezzi di pace” in un pianeta pieno di “pezzi di guerra”. L’appello è “Non dimentichiamo l’Africa.”.

Chi ha più bisogno di costruttori di pace nel mondo?

La pandemia ha fatto 2.700.000 di morti nel mondo. Da Occidente ad Oriente nessuno è uscito indenne da questo flagello e, ancora non si può mettere la parola fine. C’è da lavorare e tanto. Soprattutto, secondo la comunità di S.Egidio e l’Ass. Rissoh Kosei-Kai, il continente a soffrire di più è l’Africa. Seppur in tutti gli altri angoli del mondo la gente è costretta in casa con la solitudine e la crisi economica che avanza, e gli anziani sono sempre più soli, in Africa la situazione è enormemente più grave. Perchè direte voi? La risposta è semplice, perchè per loro non c’è un prima migliore di un adesso.

Una mano tesa può diventare cento e poi mille mani!

Per certe realtà in Africa c’è il peggio che si aggiunge al peggio. La fame, le carestie, le guerre, la malnutrizione, l’analfabetismo, le carenze igienico-sanitarie, le malattie. Si potrebbe riempire una pagina sui mali presenti in Africa. Proprio in questo momento in cui si è chiusi all’altro per via della paura del contagio, bisognerebbe pensare agli altri in modo concreto. “Non dimentichiamo l’Africa” ricordano i due enti umanitari che si fanno portavoci e costruttori di pace nei posti del mondo che ne hanno più bisogno.


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Appello alla comunità internazionale

La Comunità S. Egidio e l’Associazione laica buddista Rissoh Kosei-Kai, rivolgono alla comunità internazionale la loro richiesta di solidarietà in favore dell’Africa. I Paesi più sviluppati dovrebbero finanziare il programma COVAX delle Nazioni Unite, concedendo anche parte delle loro riserve di vaccini. L’appello è rivolto a quanti sono impegnati in Occidente e in Oriente a produrre, brevettare e distribuire i vaccini. Serve l’impegno di tutti per diventare costruttori di pace, il nemico è sempre in agguato e cambia sempre volto e nome, ma se non lo si blocca una o cento volte in Africa non si può pensare che non tocchi nessun altro. Nessuno si salva da solo. Il futuro del mondo è in Africa. L’impegno richiesto dalla comunità di S. Egidio e dalla Rissoh Kosei-Kai è rivolto anche a tutte le religioni del mondo. Perchè l’Africa siamo tutti noi!