Il 27 settembre 1389 nasce Cosimo de’ Medici

"Nei giardini c'è una pianta che si dovrebbe lasciare a secco, anche se la maggior parte delle persone la innaffia. È l'erbaccia chiamata invidia. “- Cosimo de Medici

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La nascita

Cosimo de’Medici, conosciuto anche come Cosimo il Vecchio, in latino Pater Patriae “Padre della Patria”, nasce il 27 settembre 1389 a Firenze, fondatore di una delle linee principali della famiglia dei Medici che governò Firenze dal 1434 al 1537

Cosimo de’Medici, nato Cosimo di Giovani de’Medici, è figlio di Giovanni de’Medici e sua moglie Piccarda. Era un gemello, insieme a suo fratello Damiano, il quale morì poco dopo la nascita. Cosimo aveva anche un fratello minore, Lorenzo, che si unì a lui nell’attività bancaria di famiglia una volta cresciuto.

Stemma della Famiglia de’Medici

Al tempo della nascita di Cosimo, i Medici erano già una potente famiglia bancaria a Firenze. Il padre di Cosimo, Giovanni, fondò il Banco dei Medici. La banca si espanse, ramificandosi da Firenze per raggiungere tutte le altre principali città-stato italiane, tra cui Roma, Venezia e Ginevra.

Perfino la Chiesa non era esente dal potere del denaro dei Medici. Nel 1410 Giovanni prestò a Baldassare Cossa i soldi per acquistare il grado di cardinale. Cossa divenne l’antipapa Giovanni XXIII e ripagò la famiglia Medici affidando alla Banca dei Medici la responsabilità di tutte le finanze papali. Cosimo ereditò questa influenza e ricchezza dalla sua famiglia, che gli diede un vantaggio quando ne prese le redini.

Priore della Repubblica di Firenze

Il 1415 fu un anno importante per Cosimo de’Medici. Fu nominato priore della Repubblica di Firenze, dandogli ancora più potere. In seguito ricoprì un incarico politico come ambasciatore.

Contessina de Bardi, moglie di Cosimo de’ Medici

Lo stesso anno, sposò Contessina de’Bardi, figlia del conte di Vernio. Prima del dominio della famiglia Medici sul mondo bancario, la famiglia Bardi aveva gestito una delle banche più ricche d’Europa. La banca Bardi alla fine fallì, ma rimasero influenti e potenti, e il matrimonio aveva lo scopo di cementare un’alleanza tra due delle famiglie più potenti d’Italia. La coppia ebbe due figli: Piero, che sarebbe stato il prossimo patriarca mediceo e in seguito fu conosciuto come Piero il Gottoso, e Giovanni.

Il filantropo

Cosimo ha usato la sua influenza e ricchezza per migliorare Firenze nel suo insieme. Era un noto sponsor di poeti, filosofi, oratori e artisti, spendendo ingenti somme di denaro come mecenate dell’arte e del pensiero. Una delle sue eredità durature fu il Palazzo Medici, che includeva opere di importanti artisti dell’epoca. Ha anche sostenuto finanziariamente Brunelleschi in modo che l’architetto potesse completare il Duomo, uno dei monumenti più famosi di Firenze. Nel 1444, Cosimo fondò la prima biblioteca pubblica a Firenze: la biblioteca di San Marco.

L’uomo che aprì al Rinascimento

Negli anni successivi, Cosimo de’Medici fu anche determinante nel negoziare un equilibrio di potere nel nord Italia che permise al Rinascimento italiano di prosperare. Controllò indirettamente Milano attraverso la famiglia Sforza e, sebbene la sua interferenza non fosse sempre popolare, le sue strategie politiche erano fondamentali per mantenere le potenze esterne, come la Francia e il Sacro Romano Impero, fuori dall’Italia. Ha anche dato il benvenuto a notevoli bizantini in Italia, con conseguente rinascita delle arti e della cultura greche.

La morte

Villa Medici a Careggi

Cosimo de’Medici morì il 1 agosto 1464 a Villa Medici a Careggi. Fu dunque succeduto come capo della famiglia dei Medici da suo figlio, Piero, il cui figlio sarebbe diventato noto come Lorenzo il Magnifico. Dopo la sua morte, la Signoria di Firenze onorò Cosimo con il titolo Pater Patriae, che significa “Padre della Patria”. Fu Cosimo a garantire che suo nipote, Lorenzo, avesse una completa educazione umanistica. In seguito Lorenzo divenne il più grande mecenate dell’arte, della cultura e del pensiero del Rinascimento italiano.

Sebbene i discendenti di Cosimo avessero un’influenza ancora maggiore, Cosimo de’Medici gettò le basi che trasformarono i Medici e la città di Firenze in storici centri di potere.

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