Cos’è lo Ius Soli e perché i parlamentari stanno scioperando

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Sulla riforma della legge di cittadinanza “Ius Soli” non si è aggiunto ancora ad un accordo e sembra che il governo stesso abbia nel tempo, virato direzione dedicandosi ad altri problemi di natura politica. Intanto dal 3 Ottobre è stato indetto uno sciopero della fame per protestare contro il lassismo dimostrato nei confronti dello Ius Soli.

Ad “organizzare” lo sciopero della fame, lanciato tramite un appello, è il senatore del Pd Luigi Manconi, presidente della commissione sui diritti umani al Senato. Ad aiutarlo nella mobilitazione, altri due senatori, Elena Ferrara e Paolo Corsini.

Ma cos’è lo Ius Soli?

Le leggi della riforma per ottenere la cittadinanza prima dei 18 anni: si chiamano ius soli (letteralmente “diritto del suolo”) temperato e ius culturae (“diritto di cultura”).

Lo ius soli puro prevede che chi nasce nel territorio di un certo stato ottenga automaticamente la cittadinanza.

Lo ius soli “temperato”  prevede invece che un bambino nato in Italia diventi automaticamente italiano se almeno uno dei due genitori si trova legalmente in Italia da almeno 5 anni.

Se il genitore in possesso di permesso di soggiorno non proviene dall’Unione Europea, deve aderire ad altri tre parametri:

– deve avere un reddito non inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale;
– deve disporre di un alloggio che risponda ai requisiti di idoneità previsti dalla legge;
– deve superare un test di conoscenza della lingua italiana.

L’altra strada per ottenere la cittadinanza è quella del cosiddetto ius culturae, che passa attraverso il sistema scolastico italiano. Potranno chiedere la cittadinanza italiana i minori stranieri nati in Italia o arrivati entro i 12 anni che abbiano frequentato le scuole italiane per almeno cinque anni e superato almeno un ciclo scolastico (cioè le scuole elementari o medie). I ragazzi nati all’estero ma che arrivano in Italia fra i 12 e i 18 anni potranno ottenere la cittadinanza dopo aver abitato in Italia per almeno sei anni e avere superato un ciclo scolastico.

Lo sciopero della fame

Cresce intanto il numero degli aderenti. Si parla di oltre 70 parlamentari che avrebbero già aderito allo sciopero della fame insieme a numerosi artisti, come Alessandro Bergonzoni, Andrea Segre, Ascanio Celestini. Insieme a loro anche molti esponenti della società civile tra cui insegnanti, studenti e genitori.

Proprio loro saranno il volto di una manifestazione promossa dalla campagna di sensibilizzazione “L’Italia sono anche io” prevista per il 13 ottobre prossimo. Questa campagna di promozione sociale vede insieme numerose sigle tra cui Acli, Arci, Asgi, Caritas Italiana, Centro Astalli, Cgil, CISL ANOLF, Cnca, Fcei, UIL, UISP e dall’editore Carlo Feltrinelli.

La manifestazione si terrà presso Piazza Montecitorio a Roma che verrà trasformata per un giorno in Piazza della Cittadinanza. Durante l’evento si terranno laboratori creativi all’aperto, flash mob, cori e palloncini tricolore. L’obbiettivo è quello di ribadire la necessità di votare sulla legge per introdurre Ius Soli e Ius Culturae.

“I rappresentanti del Parlamento italiano – dichiarano i rappresentanti della manifestazione – devono dimostrare senso di responsabilità verso i bambini e le bambine che in Italia nascono e crescono”, per questo insistono perché la riforma sia votata nelle aule di Camera e Senato.

I Radicali italiani: “La mobilitazione degli insegnanti, lanciata per l’anniversario della strage di Lampedusa del 3 ottobre, è anche l’occasione di unire le forze sull’obiettivo della legge di iniziativa popolare “Ero straniero” che chiede innanzitutto la creazione di canali sicuri e legali di ingresso in Italia: una campagna sostenuta da centinaia di organizzazioni che hanno promosso quella sulla cittadinanza”.

Ministro Delrio

Ad aderire all’iniziativa dello sciopero della fame anche il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, già presidente del Comitato promotore “L’Italia sono anche io”.

Ieri in un’intervista al programma televisivo “Porta a Porta” di Bruno Vespa, il Ministro ha dichiarato che “sui diritti umani bisogna votare senza farsi prendere da correnti partitiche. Sui diritti civili non ci si può astenere.”

Molti, a partire dal portavoce alla Camera della Lega, hanno commentato ironicamente su uno sciopero portato avanti dai parlamentari del Pd contro le politiche del loro stesso partito. Ma Delrio risponde così a Vespa: “Mi interessa fare un dibattito ragionato, tranquillo e ragionevole. Dimostriamo di essere un grande Paese. Per una volta basta polemiche. Questo, sarà un voto di coscienza dei parlamentari e se non riusciremo ad ottenere la maggioranza, amen.”

Nel caso di approvazione della legge, saremmo i primi in Europa ad avere un diritto di cittadinanza così “aperto”. Al momento questo metodo di “assegnazione” della cittadinanza è usato solo in alcuni paesi dell’America, tra cui Canada e Stati Uniti d’America.

Il Ministro ha poi aggiunto che, da nonno, non può pensare a dei bambini, di qualsiasi provenienza ed etnia essi siano, e provare paura. “Non dobbiamo avere paura dei bambini. Aiutarli ad integrarsi e dare loro la cittadinanza italiana è un ulteriore modo per difenderli da marginalizzazione culturale e legale.”

Il Presidente della Camera dei Deputati, l’on. Laura Boldrini non esclude lo sciopero e dichiara al programma radiofonico di Radio 1 “Un giorno da pecora”: “Io non ho pensato di fare lo sciopero della fame, ma ci penso. Non l’ho ancora deciso”.

Anche il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha definito il voto sulla riforma della cittadinanza come “una riforma di civiltà”, dichiarando poi di volersi “impegnare per approvare la legge entro la fine dell’autunno”.

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