Cosa succede se vince il sì? Le possibili conseguenze

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Si sono concluse da poche ore le elezioni di questo settembre 2020. In nove regioni italiane i cittadini sono chiamati alle urne anche per quanto riguarda le elezioni regionali: si tratta di Liguria, la Valle D’Aosta, le Marche, la Campania, la Puglia, il Veneto e la Toscana. Tuttavia, tutti noi abbiamo votato per il referendum confermativo sul taglio dei parlamentari, il quarto della storia d’Italia. Dunque, cosa potrebbe accadere in caso il risultato finale fosse positivo? Dunque, cosa succede se vince il sì?

Cosa succede se vince il sì? Uno sguardo d’insieme

La domanda è stata chiara: «Approvate il testo della legge costituzionale concernente”Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari”, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n.240 del 12 ottobre 2019?».

Il quesito, al quale avremmo dovuto rispondere a marzo di quest’anno, ma poi posticipato a causa dell’emergenza Covid-19. Il Movimento Cinque Stelle ha particolarmente insistito per lo svolgimento di queste elezioni, e ben settantuno senatori hanno appoggiato questa tendenza.

Si è trattato dunque di scegliere se confermare o annullare la legge costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari, approvata nell’ottobre 2019. Se vince il sì il numero dei deputati alla Camera scenderà da 630 a 400 e quello dei senatori da 315 a 200.

Se vince il no, al contrario, il numero dei parlamentari rimarrà quello attuale. E’ inoltre da tenere presente che non è previsto un quorum, dunque, semplicemente, vincerà la scelta che ha ottenuto più voti.

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Quali saranno le conseguenze?

Aver votato sì, significa dunque aver confermato il disegno proposto dal Parlamento. Il taglio consiste di un totale di 345 parlamentari in meno rispetto all’attuale legislatura.
Il Movimento Cinque Stelle, sostiene che il sì rappresenterebbe un guadagno pari a cento milioni l’anno. La voce è stata però smentita dall’economista Carlo Cottarelli, il quale afferma che la cifra reale sarebbe invece 57 milioni annui, poiché è necessario considerare lo stipendio e non quello lordo dei parlamentari in meno.

Un altro effetto immediato della vincita del sì, sarebbe eliminata la quota maggioritaria del Rosatellum, dato il nuovo disegno dei collegi elettorali.
Segue anche l’intenzione di una legge tutta nuova, chiamata Bresciellum, ossia un sistema di voto totalmente proporzionale, con una soglia di sbarramento fissata al 5%, le liste bloccate e il diritto di tribuna, il quale consentirà a un partito di eleggere rappresentanti se questo dovesse superare il quorum in almeno tre circoscrizioni alla Camera e una al Senato.

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