Cosa sono le creepypasta, le storie horror di internet

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Cosa sono le creepypasta

Halloween è ormai alle porte, e tutti abbiamo voglia di festeggiare e di spaventarci un po’. Un buon metodo per procurarsi qualche brivido lungo la schiena è quasi sicuramente collegarsi a internet e visitare uno dei numerosi siti e forum che parlano di creepypasta.

Cosa sono le creepypasta?

Ma cosa sono le creepypasta? Si tratta di storie dell’orrore, solitamente brevi o molto brevi, nate e diffuse sul web. Il termine nasce da un gioco di parole tra l’espressione copy and past (copia e incolla) e il termine creepy, che significa raccapricciante. Queste storie, infatti, si diffondono tramite il passaparola su internet e sono caratterizzate dal fatto di essere terribilmente inquietanti.

Cosa sono le creepypasta

Leggende metropolitane

Le creepypasta sono accomunabili alle leggende metropolitane. Sono storie nelle quali il confine tra realtà e fantasia si assottiglia. Spesso vengono raccontate come se si trattasse di fatti realmente accaduti, e non manca chi crede che lo siano.

13 creepypasta spaventose

In occasione della notte più paurosa dell’anno, ecco 13 creepypasta particolarmente terrificanti. Ce n’è per tutti i gusti: dalle storie di fantasmi a quelle sui videogiochi, dalle storie inventate di sana pianta alle leggende ispirate a fatti reali. Sceglierne soltanto 13 è stata un’impresa ardua, ma ancora più difficile sarà leggerle tutte e riuscire comunque a dormire questa notte.

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1. L’esperimento russo del sonno

Una delle creepypasta più famose racconta di un fantomatico esperimento eseguito da un’equipe di scienziati russi alla fine degli anni ’40. Tramite la somministrazione di un gas stimolante, gli scienziati avrebbero tenuto sveglie cinque cavie umane per diverse settimane, allo scopo di osservarne il comportamento. Il diario di uno degli sperimentatori ci rivela il raccapricciante esito dello studio.

2. Ring around the rosie

Sapevate che la versione originale della filastrocca Giro giro tondo, in lingua inglese, parla in realtà della peste bubbonica? S’intitola Ring around the rosie e il testo recita:

C’è un anello di colore rosa,

un sacchetto di erbe profumate.

Ceneri, ceneri.

Cadiamo tutti giù.

L’anello di colore rosa è chiaramente uno dei bubboni che spuntavano sul corpo dei malati; il sacchetto di erbe profumate è quello che i cerusici, i medici che visitavano gli ammalati di peste, tenevano nelle loro maschere a forma di becco per evitare il contagio; la cenere è quella dei cadaveri, che venivano cremati.

Cosa sono le creepypasta

Il dottor Mauro Maurri è entusiasta quando scopre un antichissimo spartito della famosa canzoncina. La fa cantare alle sue figlie e registra il brano, che ha una melodia così ipnotica che il dottore sembra esserne letteralmente ossessionato. Dopo numerosi ascolti, però, l’uomo comincia a non sentirsi troppo bene…

3. Slenderman

Lo Slenderman non ha bisogno di presentazioni. Alla sua figura sono stati dedicati film e videogiochi, ed è ormai diventato un personaggio iconico del genere horror, quasi quando il suo antenato più tradizionale, l’Uomo Nero. Come il suo progenitore, questo Uomo Nero moderno rapisce i bambini. Ma il suo aspetto è ancora più inquietante: smisuratamente alto, vestito sempre con un completo elegante ma, soprattutto, privo di faccia.

Cosa sono le creepypasta

4. Candle Cove

Su di un forum, un gruppo di giovani adulti discute dei cartoni animati della propria infanzia. Tutti si ricordano di uno show sui pirati che, stando ai loro racconti, sembra essere stato piuttosto inquietante per dei bambini. Specialmente l’ultimo episodio, per la cui intera puntata i personaggi non fanno che contorcersi ed urlare mentre la piccola protagonista dello show piange disperata.

Confrontando i loro ricordi, i ragazzi fanno una scoperta davvero terrificante: in realtà lo show non è mai esistito, o meglio, solo i bambini riuscivano a vederlo.

5. La sindrome di Lavandonia

Una delle numerosissime creepypasta ispirate al mondo dei videogiochi, nonché una delle meglio scritte.

A metà degli anni ’90, in Giappone, alcuni bambini tra i 7 e i 12 anni avrebbero accusato malori anche molto gravi e subito una vera e propria modifica della personalità, spesso diventando violenti contro se stessi e contro gli altri. Ci sarebbe stato addirittura un caso di suicidio infantile. Tutto questo dopo aver giocato alle versioni rossa e blu del videogioco Pokémon per il Game Boy, in voga in quel periodo.

Questi terribili effetti collaterali sarebbero dovuti all’ascolto prolungato del tema di Lavandonia, una delle tracce musicali presenti nel gioco. La musica incriminata fa da sottofondo quando il giocatore visita la cittadina di Lavandonia, dove si trova la Torre Pokémon, il luogo dove i famosi animaletti vengono sepolti una volta morti.

Questa creepypasta è davvero lunga e ricca di dettagli. Se ne consiglia caldamente la lettura integrale.

6. Smile.jpg

Molte creepypasta sono ambientate all’interno del mondo del web e riguardano e-mail maledette, video portasfortuna o inquietanti post pubblicati su qualche forum.

In questa storia, l’immagine di un husky siberiano dal terrificante sorriso provocherebbe in chiunque la guardi ansia estrema, terrore, incubi e perfino attacchi epilettici. La foto verrebbe diffusa tramite una catena di Sant’Antonio via e-mail, raggiungendo così più vittime possibili.

Nonostante si sia fatto di tutto per eliminare dalla rete qualsiasi esemplare della fotografia originale, pare che questa sia ancora disponibile da qualche parte. State attenti la prossima volta che aprite una e-mail, specialmente se vi arriva da un mittente sconosciuto.

7. Bloody Mary

Una classica leggenda urbana, che circola ormai da diversi decenni. Ponendosi davanti ad uno specchio durante la notte, alla sole luce di una o più candele (il numero varia a seconda della versione della storia), sarebbe possibile evocare uno spirito. La natura dello spettro cambia anch’essa a seconda della versione: talvolta si tratta di una strega, altre del fantasma di una giovane deceduta in un’epoca remota. Basterà pronunciare per tre volte il nome Bloody Mary perché la creatura appaia. Perché dovreste volerlo fare, invece, è un’altra questione.

8. La Pascualita

Questa storia ha la sua origine in un fatto reale. Nella città di Chiuaua, in Messico, si trova uno storico negozio di abiti da sposa. Nella vetrina del negozio è possibile ammirare un antico manichino, che si trova lì da quasi un secolo e che costituisce l’attrazione principale per i visitatori della bottega. Il manichino, naturalmente vestito da sposa, è realistico in modo impressionante: le grinze della pelle, i tratti del volto ma soprattutto i dettagli delle mani sono incredibilmente simili a quelli di una persona in carne ed ossa, e fanno pensare all’opera di uno straordinario artista.

Leggenda vuole che il manichino, noto come Pascualita, non sia in realtà solo un pupazzo estremamente realistico. Si tratterebbe del corpo imbalsamato della figlia dell’antica proprietaria del negozio. La fanciulla, Pascualita appunto, sarebbe morta tragicamente la mattina del proprio matrimonio; e la madre disperata avrebbe esorcizzato il proprio dolore facendola imbalsamare e conservandola così, per sempre vestita da sposa come in quel funesto giorno.

I proprietari del negozio sono ormai cambiati da anni, ma la Pascualita è ancora lì. La gente si reca a visitarla in un vero e proprio pellegrinaggio, e qualcuno è arrivato addirittura ad attribuirle dei miracoli.

Qualunque sia la verità, i proprietari consentono solo a poche persone fidate di cambiare d’abito la Pascualita, operazione che avviene rigorosamente al riparo da sguardi indiscreti. Forse lo fanno solo per alimentare la leggenda, che garantisce loro fiumane di visitatori e affari d’oro. O forse, chissà…

9. Abbandonato da Disney

Le creepypasta ispirate al mondo Disney sono più numerose di quanto si possa pensare. Questa racconta di un parco a tema, situato alle Bahamas, che sarebbe stato chiuso per ragioni mai chiarite. Il parco, trasformato in una vera e propria città fantasma, sarebbe oggi oggetto di esplorazioni urbane da parte di alcuni coraggiosi che avrebbero scoperto nei suoi sotterranei indicibili orrori. Il luogo più oscuro sarebbe il Palazzo di Mowgli, situato nella zona centrale del parco.

Anche questa pasta è lunga e dettagliata, e va gustata nella sua versione integrale.

10. Suicide Mouse

Ecco un’altra pasta a tema Disney. In un vecchio, raccapricciante cartone animato sarebbe possibile assistere alla morte del povero Topolino. Ma non solo: chiunque guardi il filmato sarebbe irresistibile spinto al suicidio.

Cosa sono le creepypasta

11. Gloomy Sunday

Gloomy Sunday (Triste Domenica) è la versione inglese di una canzone ungherese dalla fama infelice. Il suo autore la scrisse per la donna che l’aveva lasciato. Il romantico gesto convinse la ragazza a tornare insieme a lui; ma ella si suicidò dopo qualche tempo, e ben presto l’artista la imitò.

Leggenda vuole che diverse persone si siano suicidate dopo l’ascolto di Gloomy Sunday. La pessima fama della canzone avrebbe addirittura spinto diverse emittenti radiofoniche a vietarne la trasmissione.

12. I ritratti

Una storia breve, ma decisamente d’impatto. Un cacciatore è costretto ad accamparsi per la notte in una capanna in mezzo ad un bosco. Il suo riposo, però, è disturbato dalla presenza degli inquietanti dipinti che tappezzano le pareti della dimora, tutti raffiguranti volti umani che lo fissano con sguardo truce. Al suo risveglio l’uomo si accorge, alla luce del giorno, che in realtà non c’è nessun quadro, bensì altrettante finestre.

13. The hands resist him

Questa creepypasta si inscrive nel filone degli oggetti maledetti. Il dipinto intitolato The hands resist him, conosciuto anche come “Il quadro maledetto di e-bay”, raffigura un ragazzo ed una bambola, in piedi davanti ad una porta a vetri all’esterno della quale premono numerose mani.

Cosa sono le creepypasta

Pare che, nella notte, la batteria che la bambola stringe tra le mani si trasformi in una pistola, con la quale la bambola minaccerebbe il ragazzino, costringendolo ad uscire dal quadro. Diverse persone hanno dichiarato di essersi sentite male alla sola vista del dipinto. Inoltre, sia il proprietario della galleria che espose il quadro per la prima volta che il critico che per primo lo recensì sarebbero morti poco dopo essere entrati in contatto con l’opera.

Bill Stoneham, l’autore del quadro, si è dichiarato piuttosto stupito dalla leggenda nata intorno alla sua opera.

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