Cosa cambia con la limitazione del contante e l’utilizzo di carte elettroniche

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Che l’Italia fosse uno dei paesi con la più alta evasione dell’Iva in Europa era noto, ma che ci fosse stata una vera e propria caccia al contante nessuno lo avrebbe immaginato.

L’obiettivo del  Governo è contrastare i pagamenti in nero e l’evasione fiscale, un piano per far fronte alla spesa della prossima Manovra, per evitare il temuto aumento dell’Iva.

In Italia l’uso di bancomat e carte di credito è ancora  limitato, nonostante l’obbligo per gli  esercenti di accettare i pagamenti elettronici, infatti,  sono ancora in molti a rifiutarli o a non avere istallato un Pos.

Il Governo sta studiando l’introduzione delle sanzioni per i commercianti che rifiutano i pagamenti con bancomat e carte di credito, al fine di incrementare l’uso delle carte elettroniche. 

Incentivi per l’utilizzo di carte elettroniche

Addirittura ha pensato a degli incentivi come ad esempio il rimborso del 2% delle transazioni effettuate con le carte elettroniche, con il sistema cashback.

L’altra proposta, invece, è quella di condizionare in parte le detrazioni Irpef al pagamento di beni attraverso i sistemi tracciabili.

Deduzioni e Detrazioni per chi usa la carta di credito

  Ancora invece un ulteriore proposta è quella di modulare le aliquote Iva aumentandole o diminuendole a seconda se si paghi in contanti o con le carte di debito o di credito. Tutte le spese che sino ad oggi potevano essere detratte con l’esibizione della regolare fattura , come ad esempio; visite mediche, canoni di locazione, spese di studio, dovranno essere effettuate con un metodo tracciabile, altrimenti non verranno accettate, a queste forme di incentivazione/disincentivazione si uniscono poi delle altre forme di controllo già attive, come i controlli sui prelievi agli sportelli bancari operati dalla Banca d’Italia.

Nel passato sono già stati fatti dei passi per diffondere l’utilizzo dei bancomat.

Ultimo tra tutti l’obbligo introdotto nel 2016, per gli esercizi di dotarsi del Pos che però a causa della mancanza di sanzioni per chi non lo utilizza, non ha prodotto i risultati sperati.

Proprio in questa direzione potrebbero andare alcune misure, per definire la cifra che dovranno pagare i commercianti  che si rifiutano di accettare la moneta elettronica.

Uno degli ostacoli che vede l’utilizzo dei sistemi di pagamento elettronici sono gli alti costi di commissione applicati, di fatto il Governo potrebbe imporre l’azzeramento dei costi almeno per i pagamenti fino a 30 euro, al fine che gli artigiani e i commercianti non potranno che agevolare le transazioni in moneta elettronica.

L’ultima iniziativa riguarda la Pubblica Amministrazione. Il Governo vuole rafforzare il sistema PagoPA, che consente di pagare tutte le pendenze con gli enti della PA(incluse le varie tasse e tariffe degli enti locali) con metodi elettronici.

Certo è che la caccia al contante è appena iniziata.