Corvette israeliane Sa’ar-6 Magan nella sea line libanese pronte all’ingaggio

Con questa roba in mare la pace stenta ma anche la guerra

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Corvette israeliane Sa'ar-6 Magan

Corvette Israeliane Sa’ar-6 Magan nella sea line libanese pronte all’ingaggio, sono armate con cannoni made in Italy Oto Melara da 76mm prodotto dall’omonima azienda con sede a La Spezia. Società interamente controllata dal gruppo Leonardo-Finmeccanica. A dicembre i cantieri navali della società tedesca ThyssenKrupp Marine Systems consegneranno la prima delle quattro corvette lanciamissili della classe Sa’ar-6 “Magan” ordinate dalle autorità di Tel Aviv nel maggio 2015.

Corvette Israeliane Sa’ar-6 Magan: le guardiane dei mari?

Sono vere e proprie guardiane dei mari. Equipaggiate con sistemi di puntamento e attacco nuovissimi. Dotate di sofisticate tecnologie stealth per non essere individuate dai sistemi radar, le navi hanno una lunghezza di 90 metri e un dislocamento di 2.000 tonnellate. Le corvette israeliane Sa’ar-6 “Magan” possono estendere il loro raggio operativo fino a 4.000 km di distanza e dispongono di un potentissimo sistema d’armamento.

Il sistema di puntamento e fuoco

Cannone Oto Melara da 76mm prodotto dall’omonima azienda con sede a La Spezia e interamente controllata dal gruppo Leonardo-Finmeccanica. Due Typhoon Weapon Stations prodotte dalla israeliana Rafael Advanced Defense Systems. 16 lanciatori verticali per i missili superficie-aria “Barak 8” delle IAI – Israel Aerospace Industries. 40 celle per il sistema missilistico “C-Iron Dome”. 16 missili superficie-superficie. Due lanciatori di siluri da 324mm. Le unità potranno imbarcare anche gli elicotteri multi-missione Sikorsky SH-60.

Le corvette Israeliane Sa’ar-6 Magan: pattugliamento e pronte all’ingaggio

La tensione è alle stelle! Da quando Israele e Libano si sono messe al tavolo delle trattative per discutere dei confini marittimi, si sono riaccesi vecchi rancori. A mediare o tentare di farlo ci sono gli USA, ma appena dopo un’ora gli animi si sono infiammati e la seduta e stata sospesa. Si discute sui confini marittimi e le parti hanno già annunciato che sarà un percorso complicato o quasi impossibile. Da quel momento le corvette israeliane Sa’ar-6 Magan hanno cominciato a pattugliare, quelle che ritengono le loro acque territoriali. Ma il male sta che anche il libanesi pensano di possedere, quindi il pattugliamento ha nuove regole di ingaggio.

Il potente armamento fa stare con il fiato sospeso

Gli Oto Melara da 76 mm hanno un’altissima capacità di fuoco grazie alle differenti tipologie di munizioni utilizzate (perforanti, incendiarie, a frammentazione, ecc.). Principalmente usati contro sistemi missilistici a corto raggio, aerei, navi ed obiettivi terrestri. I cannoni di produzione italiana sono stati forniti ad Israele per armare altre unità navali missilistiche, come le Sa’ar 3 class boat da 220 tonnellate e 45 metri di lunghezza o le Sa’ar 4 class boat da 415 tonnellate e 58 metri.

Con questa roba in mare la pace stenta ma anche la guerra

A maggio 2020 l’agenzia di stampa Reuters ha emesso una nota secondo cui il gruppo ThyssenKrupp avrebbe avviato contatti con l’holding italiana Fincantieri S.p.A. in vista di un rafforzamento della propria produzione militare. L’ipotesi è quella d’integrare le attività produttive in collaborazione con Fincantieri e creare una mega joint venture italo-tedesca. Il general manager del gruppo italiano, Alberto Maestrini, ha confermato l’esistenza di una trattativa per la realizzazione di nuovi sommergibili. “Una cooperazione tra Fincantieri e ThyssenKrupp nella costruzione di sottomarini sarebbe una buona opportunità in vista di un futuro consolidamento nel settore europeo della difesa“. Ma difesa da chi? questo non si capisce. Non capiamo se in campo ci siamo già o si prevede un impegno più strategico come in Kuwait.

Nel campo dei sottomarini militari Fincantieri e ThyssenKrupp collaborano sin dalla fine degli anni novanta con il programma “Type 212A” conclusosi con la consegna di quattro esemplari alla Marina militare italiana e di sei a quella tedesca. Recentemente il ministero della Difesa italiano ha annunciato l’acquisto di quattro sottomarini “Type 212NG”(Nuova Generazione) che andranno a sostituire gli SSK “Sauro 3a e 4a“.

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