lunedì, Marzo 9, 2026

“Cortina di Stelle” di Fulvio Morella al Lagazuoi Expo Dolomiti: arte multisensoriale tra sport e inclusione verso Milano Cortina 2026

A 2.732 metri di altitudine, in uno degli spazi espositivi più alti d’Europa, l’arte incontra la montagna e si fa esperienza condivisa. Si inaugura al Lagazuoi Expo Dolomiti la mostra “Cortina di Stelle” di Fulvio Morella, capitolo conclusivo del progetto “I limiti non esistono”, che celebra i luoghi simbolo delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali Milano Cortina 2026 con un linguaggio capace di unire estetica, accessibilità e valori sportivi.

Curata da Sabino Maria Frassà, l’esposizione rientra nel programma ufficiale dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026 ed è visitabile fino al 5 aprile 2026, ogni giorno negli orari di apertura della Funivia Lagazuoi (9.00 – 17.00).

Un progetto che mette al centro inclusione, comunità e superamento dei limiti

“Cortina di Stelle” arriva al Lagazuoi dopo le tappe in Val di Fiemme (al Museo d’Arte Contemporanea di Cavalese) e a Milano (presso Palazzo Lombardia), portando in quota un percorso che intreccia arte, sport e inclusione. Il progetto gode del patrocinio del Comitato Italiano Paralimpico e di INJA “Louis Braille” e mette in dialogo le opere di Morella con le testimonianze vive di alcuni tra i più rilevanti atleti paralimpici, tra cui Renè de Silvestro (portabandiera dell’Italia paralimpica a Milano Cortina 2026), Moreno Pesce e Francesca Porcellato, selezionati anche in collaborazione con FISIP.

Il cuore del percorso è la multisensorialità: le opere includono e valorizzano il braille, trasformando un linguaggio “tattile” in un’esperienza artistica capace di abbattere barriere percettive e concettuali, e di aprire l’opera a letture diverse, complementari, necessarie.

Un’esposizione tra opere e memoria: 36 lavori e cimeli storici

Il percorso espositivo presenta 36 tra opere d’arte e cimeli storici, costruendo un racconto che non è solo visivo, ma anche tattile, emotivo e culturale. Accanto alle creazioni contemporanee di Morella, trovano spazio alcuni cimeli provenienti dal Museo dello Sport e dell’Olimpismo della Repubblica di San Marino, autentico “scrigno della memoria”: tra gli oggetti esposti spiccano la torcia di Roma 1960 (prima storica partecipazione sammarinese) e quella delle Olimpiadi invernali di Torino 2006.

Fulvio Morella, l’artista che trasforma il braille in linguaggio estetico

Fulvio Morella (Valtellina, 1971) è tra gli artisti italiani contemporanei più riconosciuti per la sua ricerca immersiva e multisensoriale, incentrata su inclusione e partecipazione. Vincitore del Premio alla Carriera “Alfredo d’Andrade” 2023, è presente in importanti collezioni e istituzioni internazionali. Negli ultimi anni ha sviluppato un percorso coerente e originale: dalla materia alla luce, dal legno alla scultura luminosa, fino alla creazione di alfabeti artistici in cui i punti del braille diventano stelle, mappe, costellazioni.

Dopo aver celebrato a Parigi il bicentenario del braille con la mostra “Ailes de Mouette (Ali di gabbiano)”, Morella ha continuato a interrogarsi sul senso del limite, elaborando opere che suggeriscono come i limiti siano spesso costruzioni mentali o sociali, più che confini reali.

Blind Wood: l’opera “si completa” insieme

Il ciclo Blind Wood (legno e braille) propone quadri-scultura in legno, metallo e scritte in braille, dove forme geometriche, riflessi e colori richiamano – spesso dall’alto – alcuni monumenti e luoghi simbolici. Il braille non è un dettaglio decorativo: diventa guida, traccia poetica, invito a decifrare il significato profondo dell’opera.

Il messaggio è potente: la percezione di ciascuno è parziale, e la soluzione è vivere l’opera insieme, aiutandosi reciprocamente, perché ciò che chiamiamo “limite” può diventare uno spazio di relazione e collaborazione.

Braille Stellato: costellazioni da leggere con le dita

Con Braille Stellato, Morella celebra il bicentenario dell’alfabeto braille trasformando i punti in corpi celesti: costellazioni da esplorare attraverso il tatto. Le opere diventano cieli notturni che custodiscono frasi e massime, rebus visivi e tattili: pienamente leggibili per chi conosce il braille, enigmatici per chi lo ignora. È qui che il braille si fa non solo strumento di accesso, ma vero linguaggio estetico, capace di rovesciare le prospettive e di ridisegnare l’idea stessa di “lettura” dell’arte.

Braillight: la luce come forma, orientamento, presenza

Il ciclo Braillight porta la ricerca oltre: la luce diventa materia, forma, tridimensionalità. Sculture luminose in acciaio e legno di amaranto utilizzano il braille come sorgente luminosa, arrivando al Lagazuoi riunite per la prima volta come ciclo completo e arricchite da nuove opere inedite della serie “Eclissi”, dove metallo e luce si inseguono e si sovrappongono, evocando il dualismo tra ombra e illuminazione.

In alta quota la luce è netta, radente, essenziale: qui Braillight non “abbaglia”, ma orienta. E il riferimento allo sport paralimpico diventa naturale: come una guida accanto all’atleta ipovedente, la luce si fa direzione, fiducia, alleanza.

Una “cortina” da sollevare: il senso del titolo tra velo, quota e infinito

Il curatore Sabino Maria Frassà gioca sull’ambivalenza della parola “cortina”: velo o tenda che separa e protegge, ma può anche nascondere. E Cortina d’Ampezzo, nel suo nome, porta questa doppia natura: conca abitata e corte alpina, circondata da cime aperte sul cielo. La mostra sceglie di stare qui per “sollevare il velo” e accompagnare lo sguardo in quota, fino a sfiorare le stelle.

Il percorso suggerisce un’idea chiave: l’infinito che cerchiamo fuori coincide con l’infinito che custodiamo dentro, quando una comunità accetta di essere strumento reciproco. L’arte diventa lingua comune, lo sport impresa corale. E allora, davvero, i limiti smettono di essere barriere: diventano cortine da alzare insieme.

Lagazuoi Expo Dolomiti: un museo in quota tra cultura e sostenibilità

Dal 2018 la stazione di arrivo della Funivia Lagazuoi si è trasformata in una galleria d’arte e in un polo culturale altamente tecnologico, dedicato anche a modelli di turismo slow e sostenibile. Con sale espositive, spazi per incontri e un terrace bar, la struttura – accessibile e autosufficiente sul piano energetico – si propone come laboratorio di idee sulla montagna e sul futuro delle terre alte, in una posizione strategica tra Cortina d’Ampezzo e Alta Badia, nel cuore delle Dolomiti Patrimonio UNESCO.


Informazioni utili per la visita

  • Mostra: “Cortina di Stelle” – Fulvio Morella
  • Sede: Lagazuoi Expo Dolomiti (arrivo Funivia Lagazuoi) – quota 2.732 m
  • Date: fino al 5 aprile 2026
  • Orari: tutti i giorni 9.00 – 17.00 (orari funivia)
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