Corteo Val Susa: No Tav “forte risposta popolare”

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Corteo Val Susa

Corteo Val Susa: si era conclusa in modo positivo la manifestazione nell’abitato di San Giorio. Il corteo organizzato dai No Tav nella Bassa Valle di Susa, organizzato per protestare pacificamente contro l’avvio dei lavori del nuovo autoporto. Secondo gli organizzatori vi hanno preso parte circa 3.000 persone.

Una fortissima risposta popolare

Una fortissima risposta popolare. Hanno sottolineato i No Tav, affermando che nel presidio di San Didero allestito da tempo nell’area interessata dal futuro cantiere sono ancora presenti attivisti. Il lungo corteo ha seguito un percorso che ha evitato il contatto con lo schieramento delle forze dell’ordine.


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Corteo Val Susa: ferita una manifestante

Conclusa la manifestazione pacifica, in serata il corteo si è trasformato in guerriglia. Un centinaio di manifestanti hanno lanciato dalla razzi, sassi e altri oggetti contundenti contro le forze dell’ordine, che hanno risposto con i lacrimogeni.

Il movimento No Tav ha denunciato il ferimento al ferimento della manifestante: “Un’attivista – scrivono i No Tav – è grave in ospedale con emorragia cerebrale e fratture al viso. Colpita da un lacrimogeno sparato ad altezza uomo dalle truppe d’occupazione. […] Le forze dell’ordine hanno lanciato lacrimogeni e utilizzato mezzi idranti per mantenere a distanza i facinorosi che si sono barricati lungo la recinzione della linea ferroviaria. Bloccando la circolazione del traffico per circa un’ora. Nessun contatto diretto tra manifestanti e reparti inquadrati”.

La ricostruzione della poliza

Secondo la ricostruzione della polizia: alcuni attivisti con il volto nascosto, partiti dal campeggio allestito nell’area del comune di San Didero, hanno raggiunto il parcheggio antistante il cantiere del nuovo autoporto. Dove, per circa un’ora, hanno lanciato sassi, bombe carta ed esploso fuochi d’artificio all’indirizzo degli agenti di polizia.


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