Corte Suprema USA “abbatte il muro” che separa Chiesa e Stato

Cresce la paura per una possibile guerra civile

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Corte Suprema USA “abbatte il muro” che separa Chiesa e Stato

Con una serie di ultime sentenze la Corte Suprema USA “abbatte il muro” che separa Chiesa e Stato. L’America sta sprofondando un profondo caos e c’è chi teme che possa scoppiare una guerra civile.

La Corte Suprema USA “abbatte il muro” che separa Chiesa e Stato: cos’è successo?

La Corte Suprema americana a maggioranza conservatrice ha “abbattuto il muro” che separa Chiesa e Stato con una serie di nuove sentenze. Le ultime decisioni della Corte stanno erodendo le tradizioni legali americane volte ad impedire ai funzionari governativi di promuovere una particolare fede. Fu il presidente Thomas Jefferson a promuovere, in una lettera del 1802, la separazione tra Chiesa e Stato. La disposizione di Jefferson impedisce al governo di stabilire una religione di Stato e gli vieta di favorire una fede rispetto un’altra.

In tre decisioni nelle ultime otto settimane, la Corte si è pronunciata contro funzionari governativi le cui politiche e azioni sono state intraprese per evitare di violare il divieto del Primo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti sull’approvazione da parte del governo della religione – noto come “clausola di costituzione”. Lunedì, la Corte ha sostenuto un allenatore di football di una scuola superiore pubblica dello Stato di Washington che è stato sospeso da un distretto scolastico locale per essersi rifiutato di smettere di guidare le preghiere cristiane con i giocatori in campo dopo le partite.

Il 21 giugno, ha approvato i soldi dei contribuenti che pagano agli studenti per frequentare le scuole religiose nell’ambito di un programma di assistenza per le tasse scolastiche del Maine nelle aree rurali prive di scuole superiori pubbliche vicine. Il 2 maggio la Corte si è pronunciata a favore di un gruppo cristiano che ha cercato di sventolare una bandiera con una croce al municipio di Boston.

L’America va verso una guerra civile?

Prometto che sarò il presidente di tutti e di riunificare l’America”. Con queste parole Joe Biden aveva dato il via alla sua presidenza. A quasi due anni da quel discorso, l’America si trova più lacerata che mai. E c’è chi addirittura pensa che sia sull’orlo di una guerra civile. L’elezione di Trump, lo scoppio della pandemia, le proteste legate all’omicidio di George Floyd, l’assalto a Capitol Hill e l’escalation di violenze hanno contribuito a spaccare il Paese. Ma non è tutto. In mezzo a tutto questo caos sono fiorite numerose teorie complottiste e cospirazioniste che hanno alimentato ancora di più la rabbia e la paura. Molti analisti pensano che la democrazia negli USA si stia deteriorando e temono che questo potrebbe portare ad un conflitto civile.

Colpe bipartisan

Molti pensano anche che il clima da guerra civile abbia colpe bipartisan. Per alcuni analisti, non è solo colpa di Trump e del partito repubblicano, ma anche dei democratici che si sono sempre più polarizzati ed estremizzati, creando un’ulteriore divisione anche all’interno del partito stesso. Insomma, per alcuni democratici e repubblicani hanno la stessa responsabilità di aver alimentato un clima di separatismo politico. Anche sui social molti americani democratici puntano il dito con il leader progressista Bernie Sanders, colpevole, secondo loro, di aver creato un clima “avvelenato” all’interno del partito. Ma non finisce qui.

Per alcuni, Sanders e il suo movimento sono colpevoli della sconfitta di Hillary Clinton del 2016. Per i critici Sanders, dopo la sconfitta alle primarie, incitò la sua base a non andare a votare per Clinton e questo consegnò la vittoria a Trump, con tutte le sue disastrose conseguenze che ciò comportò. Coloro che puntano il dito contro i progressisti affermano anche che loro, come i repubblicani trumpiani, non accettano un compromesso. Per i progressisti il mantra è o tutto o niente e questo ha portato ad ulteriori divisioni.


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