Mancano pochissimi mesi alla notte degli Oscar, la meta più ambita per ogni regista, attore, sceneggiatore, costumista e per ogni altro professionista che lavori nel campo del cinema. Il prossimo 24 febbraio sarà celebrata la prestigiosa serata in cui saranno premiati i migliori film nelle diverse categorie, tra cui il miglior film straniero. Per questa categoria si sono chiuse pochi giorni fa le iscrizioni per i film italiani usciti nelle sale del territorio nazionale tra il 1 ottobre 2017 e il 30 settembre 2018. Ben 21 sono i lungometraggi iscritti e che saranno valutati da una commissione istituita presso l’Anica, Associazione nazionale industrie cinematografiche, audiovisive e multimediali su richiesta dell’Academy Awards per scegliere il candidato italiano. La commissione si riunirà il 25 settembre per emettere il verdetto, dopodiché l’Academy sceglierà le 10 migliori pellicole provenienti da tutto il mondo, delle quali soltanto 5 riusciranno ad arrivare alla serata finale al Dolby Theatre di Los Angeles, dove sarà premiato con l’ambita statuetta il miglior film straniero.

Il ventaglio cinematografico proposto dai registi italiani è veramente ampio, con pellicole di qualità che affrontano tematiche sociali, politiche e sociologiche attuali. Tra i 21 film iscritti la maggior parte è di genere drammatico, ma non mancano le commedie, i musical e un thriller. Tra le commedie troviamo: “Quanto basta” di Francesco Falaschi, una tenera storia che parla di neurodiversità, di caduta e risalita sociale grazie al cambiamento di prospettiva; “Una storia senza nome” di Roberto Andò, un dolce omaggio a chi fa cinema con passione senza comparire, una storia di umiltà e di professionalità; “Tito e gli alieni” di Paola Randi, una commedia lunare che fa meditare sulla morte e la solitudine, con un velo di ironia e di speranza; “Come un gatto in tangenziale” di Riccardo Milani, che affronta in chiave comica il tema dell’incomunicabilità tra centro e periferia urbana. C’è anche un musical iscritto a questa lista. Si tratta di “Riccardo va all’inferno” diretto da Roberta Torre, una rilettura in chiave contemporanea del personaggio shakespeariano Riccardo III, interpretato da un appassionato Massimo Ranieri. Infine, nel genere thriller, troviamo “La ragazza nella nebbia” diretto da un Donato Carrisi agli esordi come regista, che ha scelto di adattare uno dei suoi romanzi per il grande schermo.

Tanti altri film di genere drammatico iscritti alla lista che sarà valutata dalla commissione dell’Anica. E’ iscritto “A casa tutti bene” di  Gabriele Muccino, una storia di famiglia con un cast tutto italiano che offre ritratti psicologici e sociali cari al regista. Un film che racconta la tragedia degli immigrati è, invece, “Caina” di Stefano Amatucci, un lavoro che affronta in maniera coraggiosa e toccante le storie di alcuni immigrati che cercano disperatamente di raggiungere le coste italiane. Il regista di Gomorra, Matteo Garrone, propone invece per l’ambita statuetta di Hollywood “Dogman”, un film ispirato al delitto di Canaro, l’omicidio del pugile dilettante Giancarlo Ricci avvenuto nel 1988 a Roma. “Dove non ho mai abitato” è il film di Paolo Franchi che presenta una fotografia molto simile a quella di Visconti e Antonioni dove gli spazi sono protagonisti al pari dei personaggi. Altri film iscritti sono “L’Esodo” di Ciro Formisano, ispirata alla storia vera di una donna esodata che lotta ogni giorno per sopravvivere; “L’età imperfetta” di Ulisse Lendaro, che racconta una storia di sfide e di amore sulla pista da ballo; “Il Figlio sospeso” di Egidio Termine, che racconta il viaggio di un uomo alla ricerca della sua identità nascosta. “Lazzaro felice” di Alice Rohrwacher è invece un lungometraggio ispirato a un modo di fare cinema libero e girovago, dove il viaggio e la ricerca sono alla base dell’essere, mentre “Manuel” di Dario Albertini racconta la storia di un giovane ragazzo che deve riabituarsi alla vita e alla società e le tante difficoltà che incontra.

Tra le pellicole in lizza per il miglior film italiano c’è anche il nuovo lavoro di Ferzan Ozpetek, “Napoli velata”, un film che mescola il noir con il melodramma in una Napoli misteriosa, cupa ma allo stesso tempo magica. Anche Marco Tullio Giordana propone la sua nuova pellicola “Nome di donna”, una storia in difesa delle donne vittime di abusi sessuali sul luogo di lavoro. Un altro film che ha fatto molto discutere e che racconta una storia di grande attualità è “Sulla mia pelle” di Alessio Cremonini, ispirato alla vita di Stefano Cucchi, mentre Costanza Quatriglio con “Sembra mio figlio” affronta una storia toccante tra madre e figli vissuta tra Oriente e Occidente. D’impronta teatrale, infine, il film di Paolo Genovese “The Place”, che si svolge in un unico luogo con molti fuori campi, raccontando le vicissitudini di diversi personaggi che inseguono il sogno della felicità.

Un’ampia gamma di film, di altissima qualità, che rappresentano il cinema italiano contemporaneo e che raccontano diversi scorci di attualità e di storia del nostro Paese. Adesso sarà la commissione istituita all’Anica a dover scegliere il migliore da proporre come film italiano candidato agli Academy Awards. Una decisione che tiene sulle spine tutti gli appassionati di cinema.

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