Coronavirus – Voli e viaggi cancellati: come ottenere il rimborso?

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L’allarme Coronavirus ha portato migliaia di persone a decidere o ad essere costretti a non partire.

In molti si chiedono, se è possibile richiedere un rimborso per i biglietti anche aerei e per i servizi che sono stati annullati a seguito dell’epidemia.

È molto difficile che una qualsiasi compagnia di traporto, o una struttura alberghiera, decida di risarcire un utente che non intende viaggiare per timore del Coronavirus, se le aree di arrivo e destinazione non sono interessate da misure restrittive.

Diverso è il discorso se l’annullamento della partenza è determinato da un provvedimento dell’autorità: un Paese che non accetta più cittadini italiani (come l’Iraq, ad esempio). Ad ogni modo, molti siti delle compagnie aeree hanno intere sezioni dedicate all’emergenza Coronavirus contenenti tutte le informazioni necessarie.


Il rimborso per rinuncia al viaggio in treno

Trenitalia ha disposto per i clienti che hanno acquistato fino al 23 febbraio 2020 dei biglietti, un rimborso integrale per qualsiasi viaggio e indipendentemente dalla tariffa acquistata, in caso di rinuncia al viaggio per Coronavirus, presentando l’istanza entro il 1° marzo 2020 tramite un modulo predisposto sul portale ufficiale.

Italo ha disposto per i viaggiatori un riborso sui biglietti acquistati fino al 23 febbraio (compreso anche per i viaggi che vanno dal 24 febbraio al primo marzo), alle condizioni che il viaggio abbia come località di partenza o arrivo una delle città del nord Italia, quelle al centro dell’epidemia, restano al momento quindi escluse Campania (Salerno e Napoli), Lazio (Roma) e Toscana (Firenze). Il rimborso però va chiesto prima dell’orario di partenza. Il viaggiatore riceverà un voucher valido per altri biglietti da utilizzare entro il 31 luglio. 

Il rimborso per rinuncia al viaggio in aereo

Per chi ha scelto l’aereo come mezzo di trasporto, i meccanismi di rimborso sono più complessi.

Come è noto alcuni paesi hanno iniziato a porre restrizioni ai voli da e per l’Italia. Alcune compagnie aeree – spiega Altroconsumo – cominciano a prevedere qualche policy di rimborso. Enac consiglia di contattare le compagnie per verificare l’operatività dei voli e di monitorare il sito Viaggiare Sicuri della Farnesina e quello del Ministero della Salute, oltre a contattare la propria compagnia aerea per verificare l’effettiva operatività del proprio volo. Altre informazioni utili per i viaggiatori sono disponibili sul portale Italiarimborso, che ha creato una guida a servizio dei passeggeri utile per capire cosa fare e come comportarsi.

In caso di rinuncia volontaria al volo, appare altamente improbabile poter ottenere la compensazione pecuniaria che, com’è noto, è un risarcimento che spetta solo in presenza di responsabilità della compagnia aerea e non di circostante eccezionali. La possibilità di contagio appare assolutamente una motivazione plausibile per la cancellazione di un volo. Se la compagnia aerea non accoglie la richiesta del consumatore, che deve essere motivata ovviamente dall’emergenza sanitaria, l’unica alternativa è procedere per vie legali.

Se l’aeroporto di partenza o arrivo è in un Paese membro dell’Ue, compresi Norvegia, Islanda e Svizzera, qualora il vettore aereo sia comunitario e non siano già stati erogati i benefici previsti dalla normativa locale, allora, in caso di cancellazione del volo da parte della compagnia, il passeggero ha diritto all’assistenza e ai rimborsi (o riprotezione).

Non ha invece diritto alla compensazione pecuniaria, essendo la cancellazione del volo causata da circostanze eccezionali. In particolare, il passeggero ha diritto di scegliere tra il rimborso entro sette giorni senza penali dell’intero costo del biglietto per la parte del viaggio non effettuata (oppure anche per le parti di viaggio già effettuate, se divenute inutili rispetto al programma di viaggio iniziale e del volo di ritorno verso il punto di partenza iniziale) o la riprotezione, ossia l’imbarco su di un volo alternativo per la destinazione finale non appena possibile o ad una data successiva a lui più conveniente, a seconda della disponibilità dei posti.

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