Coronavirus: un contagiato in Lombardia

Un trentottenne l'uomo risultato positivo al coronavirus che è ricoverato in queste ore in prognosi riservata all'Ospedale di Codogno, nel lodigiano

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Codogno (LODI). Si trova ricoverato nel reparto di terapia intensiva in prognosi riservata per grave insufficienza respiratoria il 38enne presentatosi spontaneamente mercoledì all’Ospedale di Codogno, nel lodigiano, risultato positivo al test del coronavirus e possibile primo caso asintomatico.
Ora l’uomo è stato trasferito all’Ospedale Sacco di Milano. Assieme a lui, contagiata anche la moglie e forse una terza persona. Tutti i familiari dell’uomo sono in quarantena.

Sembra che il contagio risalga alla fine di Gennaio durante una cena con un collega manager recentemente tornato dalla Cina.

I controlli coinvolgono anche tutte le persone venute a contatto con il paziente, per scongiurare altri contagi. In tutto sono una settantina le persone sotto sorveglianza medico sanitaria.

L’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, ha assicurato che sono in corso gli accertamenti e le contro analisi del caso all’Istituto Superiore di Sanità, aggiungendo che i servizi del Pronto Soccorso sarebbero al momento ridotti al livello cautelativo.

Ha assicurato anche che sono state messe in atto tutte le procedure volte al contenimento del contagio e che sono stati: “Già effettuati tutti gli accertamenti diagnostici necessari sui medici, gli infermieri e i pazienti dell’Ospedale di Codogno“, aggiungendo “Abbiamo tutti i tamponi già pronti“.

In giornata, è attesa una conferenza stampa.

Questo nuovo caso fa salire a tre il bilancio di contagiati da covid-19 in Italia: oltre al paziente di Lodi, il ricercatore universitario 29enne di Reggio Emilia, risultato positivo dopo il rimpatrio da Wuhan, le cui condizioni al momento sono definite “buone”.

All’Ospedale Spallanzani di Roma, intanto, migliorano le condizioni di salute dei due turisti cinesi arrivati da Wuhan.

Anche in Liguria un uomo si è messo in quarantena volontaria dopo essere sbarcato da una nave da crociera.

Un altro connazionale contagiato si trova al momento in Giappone, un 72enne che era a bordo della nave da crociera Diamond Princess. Per lui e per altri turisti europei non è ancora stato consentito il rimpatrio, almeno fino a che non si stabilizzeranno le loro condizioni di salute. Al rientro in Italia, saranno in ogni caso trasferiti alla Cecchignola, santificata in queste ore, dove verranno sottoposti a una quarantena di almeno due settimane per motivi cautelativi.

Il virologo Roberto Burioni su Medical Facts ha dichiarato: “Chi torna dalla Cina deve stare in quarantena. Senza eccezioni“.

Intanto, alla città militare romana ieri pomeriggio è terminato il periodo di osservazione dei 20 connazionali giunti da Wuhan, che sono rientrati nelle loro abitazioni grazie a un pullman messo a disposizione della difesa o a bordo delle proprie auto.

Questa mattina altre 36 persone lasceranno il centro sportivo della Cecchignola.

Nella giornata di ieri, in Cina, si sono registrati altri 889 nuovi contagi, portando a quota 75’465 il numero di nuovi casi. Si è inoltre aggravato il bilancio dei morti, arrivato a 2’236 considerando i 118 di ieri.

Salgono a 200 i casi accertati in Corea del Sud, dove il Governo di Seul ha designato due città come “zone di attenzione speciale”. In Iran si stimano almeno 10 vittime del coronavirus.

Sull’epidemia da covid-19 “Non è il momento di abbassare la guardia“, ha dichiarato Tedros Adhanom, Direttore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), commentando gli ultimi dati a livello internazionale.
Nonostante il trend faccia ben sperare, con il numero di guariti che per la prima volta supera quello dei nuovi contagi, va mantenuta alta la tensione soprattutto perché il virus continua a mietere vittime anche al di fuori della Cina, trasformando l’epidemia in una vera e propria pandemia su scala mondiale.

Articolo in aggiornamento

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