Coronavirus, Pinacoteca di Brera : “Siamo chiusi ma questo non vuol dire che il cuore ha smesso di battere”

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Il direttore della Pinacoteca di Brera, James Bradburne, ha illustrato le iniziative che il museo milanese ha intenzione di intraprendere per far fronte all’emergenza Coronavirus e alla conseguente chiusura del museo.

I dipendenti del museo racconteranno le opere d’arte via social e i dipendenti della biblioteca Braidense leggeranno fiabe per bambini, il tutto sempre attraverso i social, per cercare di mantenere viva l’arte nonostante l’emergenza nazionale.

La Pinacoteca di Brera, una delle più importanti istituzioni culturali di Milano e d’Italia, ha la missione dunque di :“Rimettere Brera nel cuore della sua città”.

“Siamo chiusi, ma questo non vuol dire che il cuore ha smesso di battere – ha spiegato Bradburne -Un museo non è soltanto i suoi oggetti fissi, non dobbiamo solo venirci, possiamo offrire il museo”.

L’obiettivo è quello di dimostrare che la città è viva, un modo per combattere il panico, la tristezza, il malessere e il terrore; infatti il direttore aggiunge successivamente: “Siamo qui per la città, per ogni cittadino, come luogo di ispirazione e consolazione per aiutare a resistere a tutti i guai che affrontiamo adesso”.

Un’iniziativa meravigliosa che aiuta la città a rimanere viva nonostante la pesantezza della situazione che affligge il nostro paese, sperando di riaprire al più presto ci si serve dell’arte per cercare di dimostrare che la città è viva, nonostante questo grave momento.

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