Coronavirus: la quarantena nei paesi della Maremma

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Sono passati solo pochi giorni da quando il presidente del consiglio Giuseppe Conte ha dichiarato l’Italia “zona rossa”. A tutti gli Italiani è stato chiesto di fare un sacrificio. Scuole chiuse, le serrande delle botteghe abbassate e anche ai bar ed ai ristoranti è stato chiesto di rimanere a casa. In TV, sui giornali e sui social, siamo sommersi da immagini di città deserte, strade vuote, di supermercati presi d’assalto per fare scorta di cibo, nonostante non vi siano restrizioni in merito a questo specifico servizio. Ecco sì avete capito bene, tutti ci hanno raccontato cosa succede nelle grandi città e nei comuni che per primi sono stati colpiti dall’emergenza coronavirus. Ma, cosa succede nei piccoli paesi? Come passano le giornate chi vive in quei luoghi in cui comunemente si dice “che non succede mai niente”, ma quel niente è il tutto per chi abita in queste realtà. Ecco due emozionanti testimonianze di chi vive la quarantena nei borghi della Maremma.

Solidarietà digitale ai tempi del coronavirus

Il paesi della Maremma al tempo del coronavirus: il racconto di una single di Manciano

“A quarantasei anni sei sola libera, indipendente, senza pensieri, senza impegni se non il lavoro e gli amici”. Inizia così il racconto di una donna single di Manciano un comune della provincia di Grosseto che in tutto conta poco più di 7.000 abitanti. 

“Un brutto giorno ti dicono che non si può più baciare e abbracciare nessuno, nemmeno i tuoi cari, i tuoi amici e poi ti chiedono di restare a casa. Ti viene chiuesto di rinunciare ad andare a cena fuori, fare un aperitivo. Alla fine l’unico modo per avere rapporto umano è quello di guardarsi tramite video”. Nel suo racconto la Bridget Jones di Manciano, come lei affettuosamente ama definirsi, descrive passo passo il cambiamento della sue abitudini e le sensazioni che la pervadono in questi giorni di quarantena. “Il primo giorno fai finta che nulla sia cambiato e ti godi la solitudine, la casa, il relax. Il secondo giorno inizi a fare le pulizie, lavi i vetri, fai le lavatrici e spazzi tutta casa. Il terzo giorno vegeti. Ti abbandoni al divano, tra TV e radio, tra instagram e facebook. Il quarto giorno ti metti a cucinare ma soprattutto cominci a pensare e a rimpiangere di essere sola”. Nel foglio scritto a mano dove racconta la sua storia la sigle racconta:“ Sarei potuta restare dai miei familiari almeno così avrei potuto parlarci, stringerli e stare in loro compagnia. Pian piano inizio ad invidiare quelli che hanno un animale domestico, un figlio o un compagno anche se non perfetto”. 

“Non avremmo mai immaginato di dover fuggire ope legis ogni ‘vestigia umana’ come nel bellissimo sonetto di Petrarca”. Il racconto di un’anziana coppia di Montemerano nel cuore della Maremma 

“Innanzitutto è cambiata molto la nostra giornata lavorativa. Marilena doveva inaugurare la mostra di Folon ai Musei Vaticani e presentare il suo ultimo libro su Giorgio Morandi in diverse città italiane. Tutto saltato.” racconta Giancarlo De Maria un’ex dirigente del Personale del comune di San Lazzaro di Savena, in provincia di Bologna, che ormai da anni vive a Montemerano, un piccolo borgo del comune di Manciano. L’uomo insieme alla compagna Marilena Pasquali storica dell’arte gestiscono la piccola biblioteca di storia dell’Arte di Montemerano. Giancarlo nel suo racconto ci spiega come la loro vita e le loro attività sono cambiate in questi giorni di quarantena. “Abbiamo sospeso l’attività dell’Accademia del Libro cancellato gli incontri programmati per il mese di marzo. Abbiamo chiuso al pubblico la Biblioteca di Storia dell’arte gestita dalla nostra associazione” – continua nella sua testimonianza Giancarlo “Per venire incontro alle nuove esigenze dei nostri soci chiusi in casa, ci siamo inventati ‘Il grande gioco del libro’ che sta già riscuotendo un ottimo successo. Abbiamo chiesto ad ogni nostro socio di consigliare a tutti gli altri quali libri leggere durante la forzata clausura. In poche ore ci sono stati già 12 consigli!”. 

Nel loro racconto la coppia parla anche della loro vita privata: “Stiamo in casa, usciamo solo per far la spesa ogni tre giorni e per qualche passeggiata. Coccoliamo i nostri due gatti stupiti per la nostra improvvisa e ingombrante presenza. Utilizziamo più di prima la posta elettronica e i gruppi WhatsApp (sei chat in contemporanea) ma anche il vecchio e trascurato telefono per tenerci in contatto con gli amici”. In un appunto Giancarlo e Marilena scherzano sulle loro riscoperte attività casalinghe: “Ci dedichiamo di più alla cucina, sperimentando nuove ricette. Ingrasseremo certamente”. Nel loro racconto vi è anche una riflessione verso i meno fortunati: “Pensiamo spesso a chi è meno fortunato di noi e vive magari in piccoli appartamenti dentro grandi casermoni in tristi periferie. Noi, tutto sommato, ce la caviamo, anche se a sera, assieme al sole, scende anche un po’ di tristezza” – continuano Marilena e Giancarlo -“Abitiamo un borgo minuscolo ma bellissimo dove è un piacere anche solo muoversi a piedi per comprare il giornale.” Uno degli aspetti positivi di vivere in un borgo della Maremma secondo la coppia “ Per fortuna siamo circondati dalla campagna e dai boschi dove possiamo fare “lecite” passeggiate tenendoci a distanza di sicurezza da ogni essere umano che non siamo noi stessi.” A conclusione del loro messaggio Giancarlo e Marilena citano un epico sonetto del Petrarca “Solo e pensoso i più deserti campi / vo mesurando a passi tardi e lenti / e gli occhi porto per fuggire intenti / ove vestigia uman l’arena stampi…..

Tempo di coronavirus, tempo di responsabilità

Racconti di persone comuni all’epoca del coronavirus

Due diverse testimonianze che raccontano due modi diversi di vivere questo periodo difficile per tutta la popolazione mondiale. Due racconti di che mettono in luce un piccolissimo spaccato d’Italia spesso ignorato che in questo momento soffre per la mancanza di quelle banalissime abitudini spesso denigrate. La vita nei piccoli centri abitati è composta soprattutto da piccoli momenti di collettività bisogna rinunciare oggi per renderli ancora più grandi domani.

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