Coronavirus: in Cina gli studenti “tornano a scuola” online

Sono 180 milioni gli studenti cinesi che ricominceranno la scuola attraverso chat di gruppo e piattaforme online. Pechino avvia la più grande sperimentazione di e-learning col supporto di Canvas Network

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L’epidemia da coronavirus ha certamente riprogrammato le esistenze di milioni di persone.

Sebbene oggi giungano dalla Repubblica Popolare Cinese le prime buone notizie secondo cui i casi di persone guarite da covid-19 superino quelli dei nuovi contagi, è stata ancora una volta prorogata la riapertura degli edifici scolastici e degli atenei quale misura precauzionale per evitare il diffondersi dell’epidemia.

Al momento, la Cina in quarantena forzata sta vivendo “online”.

L’emergenza sanitaria ha costretto le autorità centrali a prorogare nuovamente la riapertura delle strutture scolastiche a data da definirsi. Nonostante ciò, da Pechino è stato disposto l’inizio del semestre primaverile e avviato il più grande programma di e-learning mai sperimentato prima, che coinvolgerà 180 milioni di studenti dalle scuola primarie alle Università.  

A partire dal 02 marzo, gli studenti di elementari e medie dovranno collegarsi alla piattaforma bdschool.cn, sito di didattica digitale, dove troveranno i link per accedere alle rispettive lezioni in base all’orario scolastico stabilito dai loro insegnanti, i quali avranno la possibilità di comunicare tramite chat di gruppo.

Il Governo ha affidato il compito di sviluppare una piattaforma digitale per gli studenti di scuole medie e superiori all’Advance Innovation Center for Future Education della Normal University di Pechino e ha disposto l’elaborazione di un cloud in grado di gestire simultaneamente le richieste di oltre 50 milioni di utenti, per un totale stimato di 7 mila server.

La commissione municipale di Pechino ha spiegato che gli studenti seguiranno i corsi principalmente per “ripassare le conoscenze piuttosto che seguire nuove lezioni durante le sessioni di studio online”.

Le lezioni, che solitamente si tengono dalle 7.30 alle 17, saranno interattive e della durata massima di 15 minuti, secondo un sistema di domande e risposte tra alunni e insegnanti.

Quanto agli atenei, anche le principali Università del Paese – come quelle di Pechino, Peking e Tsinghua – hanno ufficialmente dato avvio al semestre attraverso l’attivazione di corsi in e-learning.

La Peking University, ad esempio, ha scelto di adottare il sistema “ClassIn” programmando 563 lezioni universitarie, oltre la metà delle quali verranno tenute in diretta streaming. Sono in più previste 101 video-lezioni registrate e quasi altrettante occasioni di confronto e discussione tramite chat di gruppo online.

Nonostante il divario tecnologico del Paese, la Cina si conferma all’avanguardia sotto il profilo dell’istruzione artificiale, avendo già sperimentato in passato piattaforme ad hoc con l’intento di offire programmi personalizzati agli studenti in base ai loro risultati in tempo reale.

Uno di questi sistemi è “Squirrel AI” elaborato nel 2014 dall’imprenditore americano Tom Mitchell, che adesso avrà la possibilità di estendere il proprio programma dalle 1700 scuole già servite in oltre 200 città a un intero Paese.

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