Coronavirus: il divario digitale colpisce gli studenti americani

La chiusura degli edifici scolastici per l’emergenza coronavirus ha impedito a milioni di studenti negli Stati Uniti di seguire la didattica da remoto. Secondo le statistiche il 22% di loro è privo di connessione internet a casa

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Con la chiusura degli edifici scolastici di ogni ordine e grado nel tentativo di arginare la diffusione del covid-19 e il trasferimento della didattica su piattaforme online migliaia di studenti statunitensi si sono ritrovati senza i mezzi necessari per continuare ad assistere alle lezioni.

Dati alla mano, a livello nazionale circa il 22% dei nuclei familiari non ha accesso a internet dalla propria abitazione: si sta parlando di oltre 4 milioni di famiglie con figli in età scolare. 

A essere maggiormente colpite sono le fasce più povere, tra cui le comunità ispaniche e afro americane: solo il 56% delle famiglie con un reddito annuo inferiore ai 20 000 dollari ha accesso alla banda larga tra le proprie mura domestiche, inoltre ispanici e afro americani detengono un netto distacco rispetto alle condizioni di reddito delle famiglie caucasiche. 

Secondo le ultime statistiche notevoli differenze esistono anche nelle modalità di accesso ai servizi tra gli studenti che pur dispongono della connessione internet: gli ultimi dati raccolti, infatti, mostrano che l’8% delle connessioni alla banda larga avviene esclusivamente da dispositivi mobili.
Anche in questo caso le più svantaggiate sono le famiglie a basso reddito e di colore. 

Questa situazione, oltre che sugli studenti, ha un forte impatto sullo stesso diritto allo studio. I grafici mostrano che solo la metà dei bambini in età scolare le cui famiglie posseggono solo dispositivi mobili per l’accesso alla rete usino personalmente internet a casa, anche per la difficoltà di condividere i dispositivi mobili tra i componenti della famiglia.

Pur vivendo una condizione preferibile rispetto a quanti siano totalmente privati della connessione, l’esperienza di utilizzo dei dispositivi mobili per la didattica non è tra le più idilliache.
Il traffico spesso limitato di dati e la stessa conformazione dei dispositivi, come ad esempio la ridotta dimensione dello schermo, possono rendere alcune attività estremamente impegnative. 

Ma il problema non coinvolge esclusivamente le comunità rurali o di quanti soffrano il “digital device” per l’incapacità di utilizzare le nuove tecnologie.

Dai recenti studi, in effetti, è possibile osservare che molte persone non dispongano dell’accesso a internet proprio perché non possano permetterselo o perché il sistema sociale non glielo consenta.

Solo nello Stato di Washington, ad esempio, il 44% degli studenti ha diritto ad accedere al servizio mensa della scuola per le condizioni economiche familiari.

Alcune scuole stanno cercando di colmare tale divario che incrementa discriminazioni sociali ed economiche: il Northshore School District, ad esempio, ha offerto in prestito 4000 computer e circa 600 hot spot internet agli studenti privi della possibilità di accedere alla rete. 
Il problema è che non tutti gli istituti dispongono delle risorse finanziarie necessarie per garantire agli studenti questo servizio, al contrario, sono spesso costrette ad affrontare discriminazioni anche più gravi.

I funzionari di New York avevano descritto la chiusura delle strutture scolastiche come “ultima spiaggia” proprio per le rilevanti conseguenze che ciò avrebbe comportato per moltissime famiglie, non solo in riferimento alla didattica.
Nella Grande Mela, infatti, 114 mila studenti dipendono dai programmi del dipartimento scolastico soprattutto per il servizio mensa e l’assistenza sanitaria.

Queste divergenze sociali esistevano molto prima della crisi che la pandemia di coronavirus ha portato con sé e che la situazione contingente ha solo estremizzato.  

L’auspicio è che i politici e i fornitori dei servizi agiscano presto. L’agenzia Free Press ha invitato temporaneamente tutti i provider dei servizi internet a sospendere le limitazioni dei dati e le tariffe per l’accesso ai servizi di rete, a garantire l’accesso su larga scala e ad espandere i servizi a basso costo, fino a rinunciare alla fatturazione per i soggetti più coliti dalle conseguenze dell’epidemia nonché dal divario sociale.

In un mondo sempre più “digitalizzato” saranno necessarie azioni politiche atte a garantire in maniera universale l’accesso alla banda larga.

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